Federdistribuzione, esito incontro 20/01/2014

Roma, 24 gennaio 2014

L’incontro tenutosi il 20 gennaio è stato utile finalmente a comprendere la posizione di Federdistribuzione sul Contratto Nazionale mostrando immediatamente la difficoltà con cui si avvia il percorso di trattativa.

La premessa resta quella di una situazione economica preoccupante che non vede prospettive di miglioramento per il 2014 e che quindi condiziona la discussione sullo stesso Contratto Nazionale di Lavoro.

Le Proposte di Federdistribuzione per il Contratto Nazionale:

Il problema centrale per le imprese del settore sta nel recupero di produttività e redditività. Per raggiungere questo obiettivo è necessario intervenire sul costo unitario del lavoro recuperando la quantità di lavoro attraverso il ripristino delle 40 ore settimanali e utilizzando una diversa flessibilità attraverso cui rendere esigibile l’articolazione degli orari.

La flessibilità non deve aumentare i costi delle imprese ma deve essere uno strumento utile per rispondere meglio alle esigenze e agli andamenti del mercato. Per questo la sua concreta realizzazione deve vedere la possibilità di articolare l’orario settimanale 7 giorni su 7 e deve coinvolgere tutta la popolazione aziendale senza distinzione tra full time e part time. Nel modello così delineato è necessario rivedere la durata minima dell’orario del part time tornando dalle attuali 18 ore previste dal CCNL alle 16 ore settimanali. Una combinazione che risponde meglio al nuovo sistema delle liberalizzazioni e può anche rappresentare uno strumento utile per incrementare l’occupazione.

Contestualmente, per Federdistribuzione, è necessario agire anche sul salario che deve essere legato agli andamenti e quindi non può sostenere i costi derivanti da semplici automatismi come ad esempio lo scatto di anzianità e ogni altro automatismo economico previsto attualmente dal Contratto Nazionale.

Sul tema del mercato del lavoro hanno confermato l’importanza dell’apprendistato professionalizzate cui si aggiunge l’interesse a disciplinare l’apprendistato di alta formazione e per la qualifica e diploma professionale. Necessario anche intervenire sui contratti a termine e individuare una nuova disciplina sul telelavoro. Anche la questione della mansione prevalente va ridefinita avendo come criterio guida l’uso della mansione e non quello dell’inquadramento del lavoratore a livello superiore.

Ultimo capitolo illustrato è stato quello della bilateralità, dove Federdistribuzione propone la costruzione di un Fondo di assistenza sanitaria, la costituzione di un Ente Bilaterale Nazionale con sportelli regionali e/o di bacino che si occupino di servizi e sostegno alle imprese e ai lavoratori. Pur non entrando nel dettaglio, hanno indicato la volontà di discutere di Previdenza Integrativa, di formazione e Fondi interprofessionali.

La chiarezza delle posizioni illustrate ha consentito con altrettanta chiarezza di esprimere una valutazione negativa e fortemente preoccupata sul merito delle questioni.

Come Filcams abbiamo evidenziato a Federdistribuzione che una visione così radicale sul Contratto Nazionale non rende possibile realizzare il Contratto stesso. Sommare alle condizioni già difficili dei lavoratori interventi peggiorativi e restitutivi sul Contratto Nazionale è una condizione inaccettabile.

L’impostazione presentata non è accettabile anche perché:

- tutte le proposte indicate sull’organizzazione del lavoro, oltre a non essere condivisibili, cancellano nei fatti il ruolo della contrattazione di secondo livello come luogo dove tali materie vengono normalmente affrontate.

- non è chiaro come si dovrebbe comporre complessivamente il contratto ipotizzato da Federdistribuzione dato che nulla è stato detto rispetto a tutte le altre norme previste attualmente dal Contratto nazionale di Lavoro.

- la piattaforma sindacale unitaria è stata archiviata poiché non c’è stata alcuna risposta e alcun riferimento ai contenuti proposti dalle Organizzazioni Sindacali.

Ne consegue che i temi della bilateralità possono essere affrontati solo dopo che si sono verificate le condizioni per dire che c’è un Contratto Nazionale senza il quale, invece, non ci può essere discussione sulla bilateralità.

La volontà della FILCAMS è di svolgere la trattativa per dare il contratto nazionale alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione ma, per raggiungere questo risultato, è necessario cambiare impostazione restituendo pari dignità alle posizioni dei soggetti coinvolti e respingendo lo schema secondo cui la crisi può giustificare la destrutturazione e il peggioramento delle condizioni contrattuali.

Solo con questa impostazione e ripartendo dalla piattaforma unitaria presentata da Filcams Fisascat e Uiltucs abbiamo dato, congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali, la disponibilità a proseguire il confronto.

I prossimi incontri, alla presenza della delegazione trattante, sono previsti per giovedì 6 febbraio ore 11.00 e martedì 18 febbraio ore 10.00 a Roma. A breve comunicheremo la logistica degli incontri.

p. la Segreteria Filcams Cgil Nazionale

M. Grazia Gabrielli