Federalismo, spazio al Cup

27/11/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
281, pag. 33 del 27/11/2003
di Ginevra Sotirovic

Un tavolo tecnico per capire fino a che punto le regioni potranno legiferare.
Federalismo, spazio al Cup

Ordini coinvolti nella ricognizione dei principi

Le professioni saranno vigili sulla ricognizione delle competenze che si appresta a fare il ministro La Loggia. In attuazione al nuovo dettato costituzionale che ha trasferito alle regioni alcune competenze in materia professionale, infatti, il ministro delle politiche regionali sta lavorando a un decreto che dovrà richiamare una per una tutte le attività e le peculiarità degli ordini professionali per poi attribuire allo stato e alle regioni le rispettive competenze in materia. Un’operazione seguita con attenzione dal Cup, ma non senza qualche apprensione, come è emerso dalla riunione che si è svolta ieri a Roma. Per il comitato unitario delle professioni, infatti, l’approvazione della riforma delle libere professioni, nel testo licenziato in aprile dalla commissione ministeriale presieduta dal sottosegretario Vietti rimane un’assoluta priorità. Anche se non ha torto il governo e in particolare il ministro della giustizia a chiedere che il testo venga armonizzato con la normativa prevista nel nuovo articolo 117 della Costituzione.

Per farlo, però, prima è necessario attivare un’opera di ricognizione di tutto l’esistente. Al lavoro dovrebbe mettersi nei prossimi giorni una nuova commissione interministeriale composta da esperti designati da parte di tutte le forze politiche di governo. I nomi sono ancora top-secret, dato che se ne stanno occupando personalmente lo stesso La Loggia e il guardasigilli, Roberto Castelli, ma dovrebbero essere formalizzati quanto prima. In attesa di saperne di più il Cup, attraverso il coinvolgimento degli ordini locali, ha deciso di scrivere alcune lettere che serviranno da un lato a chiarire alcuni punti irrinunciabili per il futuro delle professioni e nello stesso tempo a sollecitare un incontro sia a Castelli (che ne annullò uno circa un mese fa) sia a La Loggia che si era detto disponibile a incontrare i professionisti già in fase di elaborazione del decreto di ricognizione. ´Scriveremo al presidente del consiglio e a tutte le istituzioni che si occupano della riforma del Titolo V della Costituzione per sottolineare che le professioni non devono essere materia di legislazione concorrente con le regioni e devono invece tornare alla competenza esclusiva dello stato’, spiega il presidente del comitato, Raffaele Sirica. Completato il giro di consultazioni e di incontri che si dovrebbero tenere prima di Natale, sarà convocata una conferenza nazionale nella quale il Cup deciderà le strategie da seguire per raggiungere i propri obiettivi. In commissione giustizia del senato (dove è in corso l’esame di un ddl sulle professioni), intanto ieri, si è raggiunto qualche risultato. Innanzitutto è stata formalizzata l’assunzione di un nuovo testo unificato predisposto questa estate e poi limato nelle ultime sedute da Mario Cavallaro (Margherita) e Pasqualino Federici (Forza Italia).

E poi, per dare tempo alle forze politiche e anche al governo di presentare i tanto annunciati emendamenti al testo, il termine per gli emendamenti è stato fissato al prossimo 15 gennaio.