Federalberghi, segnali di ripresa

30/09/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
231, pag. 15 del 30/9/2003
di Fabio Donfrancesco


Presenze in flessione anche nel 2003, ma gli imprenditori esprimono ottimismo per il futuro.

Federalberghi, segnali di ripresa

Bernabò Bocca torna a chiedere un ministero del turismo

Il turismo italiano vede la fine del tunnel della crisi, almeno secondo Federalberghi, che ha reso noti i dati delle presenze negli hotel da gennaio ad agosto, elaborati dall’Osservatorio turistico-alberghiero della federazione aderente a Confturismo. Nei primi sette mesi del 2003, il comparto alberghiero ha registrato una flessione dell’1,6%, mentre nel periodo estivo si è fermata al -0,9%. Se da un lato i turisti italiani non hanno tradito il Belpaese, recandosi presso una struttura ricettiva e facendo registrare una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, dall’altro gli stranieri hanno disertato il territorio italiano (-5,7%). Per quanto concerne le località prescelte dai turisti, nel periodo gennaio-agosto 2003 preso in esame, soltanto le destinazioni marine hanno ottenuto un risultato positivo (+1,9%), mentre tutte le altre hanno pagato un prezzo, in termini di presenze, più o meno alto: dalle città d’arte (-6,2%) ai monti (-3,3%), dal turismo d’affari (-3%) alle terme (-0,9%), passando per i laghi (-0,5%). ´Anche il 2003 sarà un anno in flessione per il comparto alberghiero’, ha ricordato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ´ma i primi segnali di ripresa del turismo, soprattutto dall’estero, sembrano esserci tutti’. Le stime dei pernottamenti alberghieri per l’intero anno restano comunque incerte, circa 22,9 milioni, leggermente superiori ai 22,2 mln della scorsa stagione, ma nettamente inferiori ai 24,9 ottenuti nel 2001. ´Va detto che questa ripresa è condizionata dal ruolo attivo del governo’, tiene a rimarcare Bocca, ´che dovrebbe tenere in debito conto il settore del turismo nella legge finanziaria in approvazione. Le richieste che rivolgiamo al presidente del consiglio sono di natura fiscale e promozionale. Per le prime, auspichiamo l’allineamento dell’Iva per gli alberghi ai livelli dell’imposta che scontano altri paesi europei turisticamente nostri concorrenti, come la Francia al 5,5% e la Spagna al 7%, mentre gli imprenditori italiani pagano il 10%. Inoltre ci battiamo da tempo’, ha precisato il presidente di Federalberghi, ´per la detraibilità dell’Iva per il comparto congressuale. Le misure promozionali, invece, dovrebbero puntare a una congruità di risorse per un riordino dell’attuale sistema di promozione. Si dovrebbe infine ridare vita a un ministero per le politiche turistiche, capace di portare a soluzione in maniera organica e coordinata i problemi del settore, dando una sede istituzionalmente riconosciuta dalle regioni, dallo stato e dall’Ue’. L’estate appena archiviata ha visto l’aumento abnorme del costo della vita. Bocca è tornato sull’argomento, facendo notare che ´l’opinione pubblica ha avuto la convinzione che gli hotel fossero i soli responsabili dell’aumento del costo della vita, quando invece le tariffe esposte, che per legge devono essere quelle massime, non vengono quasi mai applicate. Così abbiamo deciso di varare un paniere dei prezzi medi degli alberghi, rilevati però mensilmente, per monitorare le tariffe e compararle con quelle espresse dall’Istat. Queste ultime, però, accorpano il nostro dato con quello dei pubblici esercizi, ingenerando molta confusione’. Se le previsioni a breve-medio termine di Federalberghi lasciano spazio a un parziale ottimismo, Bocca guarda però più lontano: ´La Cina è il mercato turistico del futuro, ma l’Unione europea ha chiuso, per il momento, la porta ai visti turistici con l’avvento del trattato di Schengen. Ma Germania, Francia e Spagna, pur senza venire meno alle disposizioni Ue, hanno dato via libera agli arrivi dei cinesi, riconoscendo loro lo stato di destinazione autorizzata (Ads), e di conseguenza l’Italia è l’unica a essere tagliata fuori dai flussi cinesi’.