Federalberghi: Domani nel turismo

14/01/2002





Domani nel turismo
ROMA – «A quattro mesi dai tragici attentati dell’11 settembre, il turismo attraversa ancora un periodo di forte difficoltà che sembra lontana dall’esaurirsi». È quanto afferma Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi commentando i dati a consuntivo del periodo Natale/Capodanno elaborati dalla Federazione. «Natale e Capodanno, possiamo quindi dire – prosegue Bocca – nel loro complesso si sono chiusi all’insegna di un raffreddamento dei consumi turistici degli italiani. Le mancate code ai caselli autostradali del giorno dell’Epifania ne sono la conferma. Siamo infatti passati dai 9,6 milioni di italiani in vacanza nello stesso periodo del 2000, agli 8,3 milioni del 2001». La montagna ha tirato molto a Natale, periodo nel quale 4,3 milioni di italiani (come nel 2000) sono partiti per una vacanza di almeno un pernottamento. Di questi turisti natalizi, l’84% ha trascorso la festività in Italia e circa il 16% ha scelto l’estero. L’alloggio preferito è stato la casa di parenti o amici (41%), seguita dall’albergo (27%). A Capodanno, invece, gli italiani che si sono mossi sono stati poco più di 4 milioni (ben al di sotto dei 5,2 milioni del 2000), spinti soprattutto dall’improvviso e ottimo innevamento delle località montane del Centro-Sud dell’Italia. L’alloggio preferito è stato la casa di parenti o amici (45%) seguita dall’albergo (27%), che ha distanziato l’appartamento in affitto (12%). «Come si vede, purtroppo – commenta il presidente della Federalberghi – sul turismo si proietta l’ombra di una crisi che stenta ad essere superata. E le prospettive immediate parlano di notevoli difficoltà per le città d’arte e le città d’affari» «Gli alberghi di queste tipologie, soprattutto strutture ricettive della fascia alta, stimano flessioni percentuali a due cifre per i mesi di gennaio e febbraio e i grandi tour operator d’oltreoceano hanno bloccato l’acquisto di pacchetti turistici in Italia fino al marzo di quest’anno. La preoccupazione, di conseguenza, per i livelli occupazionali – conclude Bocca – è sempre più uno spettro che si affaccia alla ribalta del settore e del comparto».

Sabato 12 Gennaio 2002