Fazio: previdenza insostenibile

27/06/2002


GIOVEDÌ, 27 GIUGNO 2002
 
Pagina 7 – Economia
 
ECONOMIA E POLITICA
 
Fazio: previdenza insostenibile
Tremonti esclude riforme-bis
 
Il governatore chiede misure:nel 2030 più pensionati che occupati
 
 
 
Il ministro: siamo già intervenuti con la delega. Ora via ai fondi integrativi
Il numero uno di Bankitalia: squilibri crescenti, innalzate l´età e fate largo ai privati
Via Nazionale vede la ripresa nel secondo semestre. In 10 anni risparmio dimezzato
 
FABIO MASSIMO SIGNORETTI

ROMA – Botta e risposta sulla previdenza tra il governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio, e il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti all´assemblea annuale dell´Abi. Fazio ha lanciato l´allarme, sostenendo che la spesa pensionistica «presenta squilibri crescenti» e «non appare sostenibile nel lungo periodo», e chiedendo riforme che portino ad un aumento dell´età media effettiva di pensionamento e ad uno sviluppo della previdenza integrativa, privata. Ma il ministro ha immediatamente replicato al governatore, affermando che la riforma della previdenza già c´è «ed è contenuta nella delega presentata dal governo in Parlamento», pur confermando la volontà di accelerare la crescita delle pensioni integrative. «Da tanti anni – ha spiegato Tremonti – siamo convinti che la strategia giusta è quella del doppio pilastro: incentivi alla permanenza degli anziani nel mondo del lavoro e previdenza integrativa. Questa è stata la nostra linea di politica economica in tanti anni e quella che il governo ha seguito in Parlamento. Ci fa piacere che su questa linea del governo arrivi un crescente consenso – ha aggiunto riferendosi evidentemente alle parole di Fazio – ma non si può fare la riforma del primo pilastro se non c´è il secondo pilastro. Quest´ultimo completa e integra il mercato finanziario». E anche il presidente dell´Abi, Maurizio Sella (confermato), ha sottolineato che «la riforma della previdenza pubblica non può prescindere da un effettivo sviluppo della previdenza complementare».
Per Tremonti, quindi, prima di elevare eventualmente l´età pensionabile è necessario puntare sullo sviluppo della previdenza integrativa. Fazio, invece, appare convinto della necessità di intervenire subito su entrambi i pilastri, perché il sistema previdenziale presenta squilibri crescenti» e, così com´è, rischia il collasso nel 2030. «L´andamento della spesa pensionistica – ha detto – non appare sostenibile nel lungo periodo, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione; in assenza di riforme, in base alle previsioni ufficiali il rapporto tra il numero degli occupati e quello delle pensioni scenderebbe fino a 0,8 nel 2030», rispetto all´attuale livello pari a 1,2. Che fare? Il governatore non ha dubbi: bisogna elevare l´età di pensionamento e sviluppare la previdenza integrativa. «Nel quadro di un riesame dello Stato sociale – ha affermato Fazio – sta maturando ovunque la consapevolezza della necessità di elevare l´età media effettiva di pensionamento e di far transitare una parte crescente dei flussi di risparmio previdenziale attraverso il mercato dei capitali, contribuendo in tal modo allo sviluppo degli investimenti produttivi, all´aumento delle risorse disponibili per le pensioni». Per il governatore, «lo sviluppo di una previdenza aggiuntiva a capitalizzazione può assicurare più elevate prestazioni ai lavoratori». Secondo Fazio, «l´articolazione del sistema pensionistico su due componenti, una di base, gestita con criteri di ripartizione, l´altra integrativa, privata, gestita in regime di capitalizzazione, può consentire ai lavoratori di diversificare maggiormente i rischi e di adattare il grado di copertura previdenziale alle effettive esigenze». Ma lo sviluppo della previdenza integrativa privata porterebbe anche altri vantaggi per il governatore: «Potrebbe frenare la tendenza discendente del tasso di risparmio delle famiglie», che sta raggiungendo livelli preoccupanti visto che il rapporto tra risparmio e reddito è sceso dal 24% del 1991 al 12,4% del 2001, e potrebbe favorire «la crescita dimensionale delle imprese», attraverso «il maggiore afflusso di risparmio verso il mercato dei capitali».
Fazio, infine, ha nuovamente ribadito l´importanza del ruolo della Vigilanza di Bankitalia per garantire la stabilità del sistema creditizio nazionale e ha sottolineato che ci sono «le condizioni per una ripresa congiunturale, che dovrebbe divenire più evidente nella seconda metà dell´anno».