Fazio: non smantellare lo stato sociale

07/10/2002


        5 ottobre 2002



        ECONOMIA
        «Il Parlamento deve riappropriarsi del proprio ruolo»
        Fazio: non smantellare lo stato sociale
        Il governatore della Banca d’Italia: «Ma ora riforme strutturali, necessarie per rimuovere le incrostazioni del passato»
        CAPRI - Sono ancora una volta le riforme dello stato sociale al centro dell’attenzione del governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. Che dal convegno dei giovani industriali in corso a Capri, lancia ancora una volta un monito al governo sulla necessità di provvedere in tempi rapidi a quei cambiamenti strutturali, come quello di una riforma delle pensioni, a suo giudizio indispensabili al Paese.
        RIDISEGNARE LO STATO SOCIALE - «Nella finanza pubblica – ha detto Fazio – occorre mirare a una configurazione dei conti nella quale la qualità e quantità dei servizi vengano innalzate riducendo i costi, aumentando l’efficienza del settore e l’efficacia degli interventi. Il ridisegno dello stato sociale, prendendo atto di ciò che è insostenibile, deve mirare al mantenimento e al rafforzamento di questa grande conquista di tutte le società avanzate nel secolo scorso».
        «Le riforme strutturali – ha spiegato Fazio – sono necessarie per rimuovere le incrostazioni di un passato che va indietro nel tempo, risalgono alle difficoltà iniziate negli anni ’70
        ». «Le riforme sono la via per preparare un futuro migliore – ha aggiunto Fazio – e a esse non possiamo sottrarci. Le "cose nuove" vanno affrontate dalle imprese, dalle parti sociali, dai poteri pubblici, abbandonando vecchi schemi, operando secondo criteri adeguati ai tempi, con decisione, con chiarezza di analisi».
        IL RUOLO DEL PARLAMENTO - Ma per provvedere alle riforme è necessario che il Parlamento si riappropri del suo ruolo. «Il Parlamento – aggiunge Fazio – non deve semplicemente ratificare accordi assunti a livelli più bassi, ma comporli con l’interesse generale». «Il neocorporativismo può certamente svolgere un ruolo importante nella interpretazione e nella definizione di interessi di componenti rilevanti del corpo sociale – ha riconosciuto il governatore della Banca d’Italia – Ma tali forme di articolazione politica e sociale possono assumere uno sviluppo che rischia di esondare dagli argini esplicitamente o implicitamente posti dalla Costituzione».