Fazio: il deficit è fuori linea

01/06/2004

  

MARTEDÌ 1 GIUGNO 2004

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
Nelle Considerazioni finali il governatore avverte: senza interventi disavanzo al 3,5% quest´anno e al 4% nel 2005
Fazio: il deficit è fuori linea
servono manovre correttive
"Italia ai margini della ripresa mondiale, più dialogo sociale"

ELENA POLIDORI


    ROMA – «In assenza di correzioni l´indebitamento netto eccederà il 3%; potrebbe portarsi fino al 3,5% del prodotto?». Ed è il passaggio chiave delle Considerazioni finali, quello nel quale il governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio, lancia l´allarme conti pubblici. Il tono è misurato. Ma i contenuti di questo suo discorso, letto davanti al Gotha della finanza e dell´economia, sono duri. Il 2003 del resto è stato un anno difficile: sempre sotto attacco; costretto a fronteggiare due crac, Cirio e Parmalat, di rilevanza internazionale; sempre col ministro dell´economia, Giulio Tremonti, contro; perfino destinatario del Tapiro. Così adesso Fazio risponde usando la forza dei numeri.
    L´Italia che dipinge nelle sue dodicesime «Cf» è un paese che perde competitività, che quest´anno crescerà al massimo dell´1%, che ha conti a rischio. Per riportare il deficit sotto la soglia-limite del 3% serve una manovra finanziaria che il governo non esclude di adottare nella seconda parte dell´anno. Ma la correzione non potrà essere usata per l´annunciato calo delle tasse: «Si dovranno reperire le risorse aggiuntive necessarie», tagliando le spese correnti.
    Per sottolineare le consonanze col nuovo presidente della Confindustria Montezemolo, Fazio fa un appello per un «rinnovato rapporto» tra le parti sociali, per un nuovo patto banche-imprese. Sul tema delicatissimo del risparmio tradito dice di avere «rispetto» per il Parlamento, alle prese con la riforma. Quindi sollecita investimenti nella ricerca mentre intravede «segni di ripresa». L´Italia può risollevarsi, scandisce: «E´ nelle nostre possibilità». Ma le imprese, le banche e i sindacati hanno bisogno «di un quadro di riferimento condiviso e definito». Perciò, «il prossimo Dpef deve dare indicazioni al riguardo». Adesso, evidentemente, non ci sono. Fazio legge 36 pagine d´un fiato. Eccone una sintesi.
    ALLARME CONTI. Deficit-Pil al 3,5%, quest´anno e a 4 il prossimo, per «il venir meno dei provvedimenti a carattere temporaneo». Il governatore fa i conti: nei primi cinque mesi il fabbisogno è balzato a 48 miliardi rispetto ai 37 dello stesso periodo del 2003. Serve una correzione. In pratica, dovrebbe essere quest´anno di almeno mezzo punto di Pil, circa 6-7 miliardi di euro. Fazio ricorda anche che l´avanzo primario, al netto degli interessi, pari al 5,2% del Pil nel 1998, scenderà quest´anno al 2,2. E dice di stare attenti ai tassi: se salgono, si avranno contraccolpi sui conti pubblici. Finora la congiuntura monetaria ha consentito «una riduzione del costo per interessi», ma domani, chissà. Per il futuro, serve una politica economica «chiara», «sicura»; bisogna completare le riforme di sanità e pensioni. Solo così l´Italia potrà inserirsi nella ripresa mondiale.
    I TAGLI ALLE TASSE. Ben vengano, ma solo se poggiano su una riduzione delle spese. «Un abbassamento della pressione fiscale deve trovare fondamento in una riduzione delle spese correnti in rapporto il prodotto; si richiedono una razionalizzazione dell´attività della pubblica amministrazione e un aumento dell´efficienza dei servizi pubblici».
    SOS COMPETITIVITA´. «E´ l´elemento di maggiore debolezza del nostro sistema economico». L´euro forte ha ridotto la competitività di Eurolandia del 17% in due anni; quella Usa è migliorata grazie al calo del dollaro(11% dal febbraio 2002). L´export italiano si concentra soprattutto nei settori tradizionali che pesano poco negli scambi mondiali. E´ scarsa la produzione di tecnologia avanzata.
    I CRAC E IL RISPARMIO. Gli italiani hanno comprato obbligazioni Cirio e Parmalat per 3 miliardi di euro. Sono state danneggiate «migliaia di famiglie». Per evitare altri crac, servono una Consob più forte e maggiori controlli interni alle società. Nel rapporto con la clientela, le banche devono avere etica e professionalità.
    RIPRESA E GUERRA. «L´intensità della ripresa è esposta alle incertezze connesse con le tensioni politiche internazionali e con il rialzo del prezzo del petrolio». I dati: gli Usa crescono al 4,5%, il Giappone al 4, India e Cina al 7. Eurolandia supererà l´1,5: «Dobbiano inserirci nella ripresa rispetto alla quale l´Europa e ancor più l´Italia sono ai margini». L´economia italiana potrà arrivare nel 2005 al 2% solo «in un contesto internazionale favorevole». Il Mezzogiorno comunque «è una riserva di crescita potenziale». Servono anche le grandi opere, che tardano a realizzarsi.
    Numeri, diagnosi, ricette. Fazio conclude l´intervento guardando all´ Europa allargata che è positiva per le banche, per le imprese e per la pace.