Fazio: flessibilità e guerra al sommerso

19/01/2001

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Venerdì 19 Gennaio 2001
italia – lavoro
Fazio insiste: flessibilità e guerra al sommerso

ROMA «Condizioni appropriate di flessibilità nei rapporti di lavoro» possono rilanciare lo sviluppo del Sud. Lo sostiene il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, che ritiene necessaria al contempo un’efficace repressione del crimine e l’eliminazione delle sacche di lavoro irregolare.

Un più stretto legame tra salari da un lato, produttività e risultati aziendali dall’altro — ha spiegato il governatore — è condizione imprescindibile per innalzare la propensione a intraprendere. A Fazio, che ha rilasciato un’intervista alla "Rivista del volontariato", ha fatto ieri eco lo Svimez: solo con una «flessibilità contrattata», che ne aumenti occupazione e produttività, il Mezzogiorno potrà sottrarsi — avverte lo Svimez — al rischio di soccombere allo scenario competitivo che si apre con l’avvento dell’euro e con il crescere dell’integrazione europea.

«Se al progredire del processo di integrazione nel grande mercato unico europeo non dovesse accompagnarsi un consolidamento della ripresa dell’occupazione avviatasi di recente nelle regioni meridionali, o se addirittura dovesse registrarsi un aumento della disoccupazione di massa, vi sarebbe allora il rischio — sempre secondo lo Svimez — di veder vanificati i risultati degli apprezzabili sforzi compiuti dall’Italia per porsi sullo stesso piano delle economie delle grandi democrazie occidentali».

Tre gli ingredienti della ricetta Svimez: aumento della produttività grazie anche a contratti flessibili; alleggerimento del peso fiscale e contributivo che grava sulle imprese meridionali; destinazione al Sud di maggiori ricorse nazionali.

Il Mezzogiorno, ha rilevato — in un altro documento — il capo del dipartimento per lo sviluppo istituito al Tesoro, Renato Scognamiglio, gode attualmente di un forte dinamismo economico, che però non colma il gap che lo penalizza in termini di occupazione, efficienza e sicurezza. Il Sud accusa un tasso di occupazione 2000 del 28,5% contro il 41,6% del Centro-Nord; una disoccupazione al 21% contro il 5,7%; tuttavia la nascita di nuove imprese è assai dinamica, le esportazioni sono salite del 27,9% nei primi nove mesi 2000 rispetto all’anno precedente, le presenze turistiche sono aumentate dell’8,9% nel primo semestre dello scorso anno. Si riduce il divario col Nord in termini di abbandoni scolastici.

Resta la nota dolente della sicurezza e dell’inefficienza dell’amministrazione: insomma uno scenario bifronte.

Di sicurezza parla anche Fazio, per avvertire che presupposto dello sviluppo del Mezzogiorno «è lo stato di legalità, la determinazione e l’efficacia nel contrasto dei fenomeni criminosi». E, ritornando al lavoro: il Sud potrebbe avvantaggiarsi non poco di una disciplina del rapporto di lavoro che presenti una gamma di soluzioni contrattuali «meglio articolata».