“Fazieide” Quattordice milioni da Bpi per Consorte

20/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    Pagina 8 – Primo Piano

    CARTE SEQUESTRATE – PRESTITI DESTINATI A COMPRARE AZIONI

      Quattordice milioni da Bpi per Consorte

        Emerge il ruolo del commercialista Claudio Zulli, uomo di fiducia di Gnutti

          Francesco Spini

            MILANO
            Quattordici milioni a Consorte, almeno cinque al vice Sacchetti. Ecco i soldi che negli ultimi tre anni la Banca Popolare di Lodi, ora Italiana, avrebbe prestato al presidente e all’amministratore delegato di Unipol per fare acquisti sul mercato azionario. Il fido da 4 milioni di euro, già noto, concesso a Consorte nel dicembre del 2004, quindi, è solo l’ultimo tassello di una disponibilità che per i vertici Unipol non è mai stata negata da Gianpiero Fiorani. L’importante finanziamento emergerebbe dalle carte sequestrate alla Bpi dagli investigatori della Guardia di Finanza che mostrerebbero come già nel novembre 2001 per Consorte sul conto c’era una disponibilità di 5 miliardi delle vecchie lire. Per Sacchetti le cose non sono poi molto diverse, con fidi che partono nel 2002, con un primo prestito estinto. A dicembre per lui la Bpi offre 3 milioni che agli inizi del 2003 si trasformano in 5.
            Il nome di Consorte ieri è rimbalzato anche negli uffici della Procura. Al quarto piano del Palazzaccio milanese nel pomeriggio entra infatti un altro trait d’union tra l’affare Antonveneta e la scalata a Bnl targata Unipol. Il nome di Claudio Zulli, commercialista bresciano interrogato ieri pomeriggio come testimone, di per sé non dice molto. Eppure comincia a significare qualcosa se si pensa che Zulli è il consulente di fiducia di Emilio Gnutti, il finanziere bresciano concertista su Padova al fianco di Fiorani e pattista di Bnl al fianco di Consorte. Ma Zulli va oltre. Il suo studio, Zulli-Tabanelli, associato allo studio Tremonti – come ha detto lo stesso Consorte -, ha fornito consulenze per la redazione del prospetto dell’Opa della compagnia bolognese su Bnl. Non solo. Bisogna andare indietro, alle intercettazioni estive, per ritrovare il commercialista. Era il 21 luglio quando il presidente della Unipol, Giovanni Consorte, chiama Zulli e assieme a lui parlano di una visita che l’ad di Unipol vorrebbe fare a Tremonti. Negli ambienti giudiziari, ieri, si tendeva a minimizzare il contributo di Zulli e l’interrogatorio sarebbe stato incentrato solo su questioni tecniche di operazioni che sarebbero venute alla luce in una fase recente delle indagini. Il tempo trascorso davanti ai pm milanesi, però, deporrebbe per un contributo ben più organico di un personaggio che ha punti in comune con entrambe le vicende del risiko bancario.
            Nel frattempo la procura è decisa a sciogliere un altro punto chiave: i titoli Antonveneta ancora in mano a Bpi sono pronti ad essere dissequestrati. Il braccio di ferro tra la Procura che chiedeva maggiori azioni di discontinuità alla banca impegnata ad affrontare il post-Fiorani è finito. Presto, forse addirittura entro Natale, il 25,8% in mano alla banca lodigiana sarà sbloccato per essere venduto ad Abn Amro, pronta a staccare un assegno da 2 miliardi di euro. Però c’è ancora un problema da risolvere: i magistrati, prima di mettere la firma in calce all’ordinanza, sarebbero intenzionati a conoscere la cifra da sequestrare quale plusvalenza, in vista della confisca. E i legali della Bpi in queste ore starebbero facendo i conti in primo luogo per stabilire gli esatti prezzi di acquisto dei titoli e risolvere i problemi legati al calcolo delle commissioni di varia natura applicate su quelle operazioni. Resta invece bloccato il restante 14% della banca padovana in mano ai concertisti, da Ricucci a Gnutti, dai Lonati ai clienti che hanno fatto da portatori d’acqua alla banca dell’era di Fiorani.
            Ma quella dello sblocco non è l’unica novità emersa ieri. I pm Fusco e Perrotti si sono recati in Svizzera per parlare con i magistrati elvetici cui tempo fa era stata inoltrata una rogatoria ad ampio spettro che va dalle operazione condotte dalla Bpl Suisse, fino ai movimenti effettuati sul fondo Victoria & Eagle, per cui è stato arrestato Fabio Massimo Conti e Paolo Umberto Marmont è tuttora latitante a Lugano.