“Fazieide” I.Tarolli: «Ecco i voltagabbana che lo hanno tradito»

20/12/2005
    martedì 20 dicembre 2005

    Pagina 6- Primo Piano

      intervista a Ivo Tarolli

        «Ecco i voltagabbana che lo hanno tradito»

          Enrico Marro

            ROMA – Senatore, lei, che è così amico del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, avrà saputo in anticipo delle sue dimissioni.

              «No – risponde il fedelissimo Ivo Tarolli (Udc) -, mi ha chiamato l’agenzia Ansa quando è uscita la notizia. Non lo sapevo».

              Ha parlato col Governatore?

              «Certo, ci siamo sentiti più volte».

              Può rivelarmi qualcosa?

              «Sì. Mi ha detto: "Ti sembrerà strano, ma mi sento più forte di prima, più motivato e più carico, perché adesso sarò in grado di lavorare in maniera più libera. E avremo più tempo per elaborare qualcosa che possa aiutare questo Paese a superare le sue difficoltà».

              Fazio pensa alla politica?

              «Ma nooo…»

              Che cosa ci sarebbe di strano?

              «Nulla, ma il Governatore non ha mai voluto. Anche quando, nella scorsa legislatura, Pierluigi Castagnetti (Margherita, ndr) andò a trovarlo per offrirgli di fare il presidente del Consiglio».

              Perché rifiutò?

              «Per non abbandonare il suo ruolo istituzionale»

              Fino a quando non è stato scaricato da tutti.

              «Certo, osservo che il centrosinistra è passato da una fase nella quale santificava Fazio alla richiesta di dimissioni».

              Facile per lei attaccare l’opposizione, ma anche il governo e l’intero centrodestra hanno chiesto le dimissioni di Fazio.

              «Ci sono stati molti che si sono mossi secondo convenienze politiche».

              Chi sono i traditori?

              «Ma no, non uso questi termini».

              Però, per esempio, le avrà fatto qualche effetto vedere alla fine anche il ministro Giorgio La Malfa chiedere le dimissioni di Fazio.

              «La Malfa ha cambiato idea più volte. In questa ultima fase, forse, è tornato a subire l’influenza delle vecchie sirene, cioè degli ambienti di Mediobanca ai quali è sempre stato vicino».

              E Gianfranco Fini, che nel primo scontro fra Giulio Tremonti (Economia) e Fazio aveva schierato An col Governatore?

              «Anche An ha cambiato opinione. Qualcuno ha pensato che chiedendo la testa di Fazio e cavalcando la protesta si sarebbero risolti i problemi. Quanto a Tremonti c’è stato un eccesso di antagonismo personale».

              Solo questo?

              «No. Ricordo che quando il Governatore si fece carico del problema Fiat – perché la Fiat fu salvata dalle banche – il governo prese una posizione diversa».

              Il ministro del Welfare, Roberto Maroni (Lega), l’altro giorno ha detto a proposito di Fazio: «Non mi occupo di un posto di lavoro».

              «Sulla Lega non lo so. Posso dire solo che ho visto un gioco delle parti che ha raggiunto l’inverosimile. Persone che in privato parlavano benissimo del Governatore e in pubblico dichiaravano altro. La Lega aveva l’obiettivo di una grande banca del Nord. Adesso questa questione passa al prossimo Governatore, perché i problemi non si risolvono con le dimissioni di Fazio».

              Ma almeno il prossimo Governatore non sarà a vita.

              «Vede, non è questo il punto. Quando dicevo al Governatore che la sensibilità del Parlamento era per il mandato a termine, magari 6 anni più sei, lui mi diceva: "Guarda che il problema non è questo. Volete preservare un’istituzione che è di servizio al Paese? Se lo volete, ci vogliono istituzioni forti. Se avete un bravo Governatore, perché dovete privarvene? Alan Greenspan (presidente della Fed, ndr) è stato lì 19 anni"».

              Fazio voleva fare altrettanto?

              «Ma no. Proprio oggi mi ha detto: "La gente pensa che io sia attaccato a questo incarico, ma non è così, ho 69 anni". Il fatto è che quando uno è in trincea non l’abbandona anche se ciò comporta solitudine».

              È preoccupato dopo queste dimissioni? La magistratura che indaga sul Governatore per insider trading e negli atti sono finiti anche alcuni conti presso la Bpl, tra i quali il suo.

              «Abito da 27 anni in una modesta casa a schiera e non ho mai comprato un appartamento. La Bpl, come altre banche, mi propose un affido. "Non ne ho bisogno", risposi. Ma loro hanno insistito: "Senatore, può servirle". Comunque non ho mai utilizzato neppure un euro».

              Le piacerebbe fare un partito con Fazio?

              «Non abbiamo bisogno di altri partiti».

              Un’associazione?

              «Ho da tempo in progetto una fondazione. Ho fatto lo statuto, ma dobbiamo decidere il nome e il presidente».

              Fazio?

              «Magari!»