Fatturato e ordini da record ma l´Fmi frena l´ottimismo

21/10/2010


ROMA – Tornano a rivedere un po´ di luce le imprese italiane. Se nel 2009 erano in pochi a chiedere i loro prodotti, ad agosto gli ordinativi hanno fatto boom: un più 32,4% su luglio, che sommato a una crescita del fatturato del 13,5% induce all´ottimismo. Ma con cautela. Il dato Istat è ben lontano da quello di due anni fa, gli ordini sono in salita, ma arrivano per lo più dall´estero mentre l´Italia si porta dietro tutti i suoi mali, disoccupazione, salari fermi, i consumi delle famiglie stagnanti. Tant´è che il Fondo monetario internazionale vede luci e ombre: anche se la ripresa europea procede seppur «lentamente», a guidarla ci sono paesi come la Germania, mentre l´Italia arranca, con un Pil che salirà dell´1% sia nel 2010 che nel 2011. Una ripresa «debole» dunque per il Fmi, frenata da un mercato del lavoro ingessato, la cui riforma deve diventare una «priorità» per i governi.
«Debole» anche per Confindustria. «La ripresa perde slancio» mentre langue l´occupazione. E in effetti motore della crescita è l´export (+50% di commesse), mentre l´aumento nazionale si ferma a +21,3%. A trainare sono apparecchiature elettriche e per uso domestico (+77,3%) e elettronica (+48,6%). Soddisfatto Sacconi, ministro del Welfare, che giudica «molto incoraggianti» i segnali Istat, a dispetto delle «Cassandre che vedono solo gli aspetti negativi». Prudenti i sindacati. Bonanni (Cisl) è convinto che una svolta ci sarà quando i dati positivi arriveranno «in abbondanza e per diverso tempo». Critico il leader Cigl Epifani: è una «piccola ripresa senza occupazione».