Faticose prove di convergenza tra Cgil, Cisl e Uil

08/09/2003

        domenica 7 settembre 2003
        Alla Festa dell’Unità confronto tra Epifani, Pezzotta e Angeletti.
        Il segretario della Cisl difende il patto per l’Italia e prende qualche fischio
        Faticose prove di convergenza tra Cgil, Cisl e Uil
        DALL’INVIATO Simone Collini

        BOLOGNA Sulla riforma delle pensioni Cgil, Cisl e Uil procedono nella stessa direzione, almeno a guardare alle prove tecniche di confronto che si sono svolte ieri alla Festa nazionale dell’Unità.
        Una direzione contraria a quella annunciata dal governo, che ha incassato parole critiche da tutti e tre i segretari dei sindacati confederali. La strada verso il ricompattamento, però, sembra tutt’altro che in discesa. A pesare è soprattutto
        il passato. Non appare un caso, infatti, che quanti seguivano il conf ronto a tre voci hanno applaudito indistintamente i tre quando si discuteva di pensioni, ma hanno fischiato Pezzotta quando ha difeso la sua scelta di aver firmato il Patto per l’Italia.
        «Resta fondata l’impressione che l’idea del governo sia solo quella di fare cassa con tagli alla previdenza», ha detto per la Cgil Guglielmo Epifani appena messo piede al Parco Nord di Bologna. Ma anche Savino Pezzotta è arrivato alla Festa ribadendo che «la riforma è già stata fatta» e che l’impegno che ha preso con gli iscritti della Cisl «è di non modificare niente almeno fino al 2005». E d’accordo con loro
        anche Luigi Angeletti, per il quale le motivazioni di una riforma previdenziale sono «politiche», visto che «il nostro sistema pensionistico – ha sottolineato il segretario della Uil – nonostante ciò che si dice è ancora sano».
        La platea stipata sotto il tendone del Palaconad ha accolto con applausi tutti e tre i sindacalisti messi attorno allo stesso tavolo dai Ds. Certo, l’accoglienza riservata ad Epifani è stata particolare, perché per lui i duemila presenti hanno riservato una vera ovazione («gioca in casa», ha scherzato il moderatore Santalmassi, «gioca anche bene», ha urlato qualcuno del pubblico). E non è mancato anche qualche fischio
        per Pezzotta. Le sue tesi sulla riforma previdenziale sono state accolte con applausi. Specie quando ha criticato duramente il modo in cui si sta muovendo il governo, e in particolare il ministro delle Riforme Bossi, che ha detto di voler difendere le pensioni del Nord: «Noi vogliamo difendere le pensioni di tutti – ha sottolineato il segretario della Cisl – non solo quelle di alcuni». Ma i fischi sono scattati immediati (insieme a ironici «bravo», «bugiardo» e altro) quando Pezzotta ha difeso il Patto per l’Italia.
        Che quella di ieri non sia stata niente più che una prova tecnica di dialogo e di confronto non c’è dubbio. Ma per come si è svolta fa ben sperare per il futuro del sindacato in difesa delle pensioni. Certo, la strada verso l’unità sindacale è piena di ostacoli. Pezzotta ha frenato chi gli chiedeva se si andrà verso uno sciopero sulle
        pensioni. «Domanda impropria», ha detto il segretario della Cisl, perché «bisogna prima capire qu ale è la proposta del governo. Sono talmente fantasiosi che potrebbero avere delle proposte interessanti. Ogni giorno ce n’è una nuova».
        Alla domanda se la riforma delle pensioni abbia ricompattato i sindacati, Pezzotta
        ha comunque pronunciato parole che lasciano indulgere all’ottimismo: «Abbiamo qualche convergenza. Poi permangono le visioni strategiche che sono diverse. Il che non lo ritengo neanche un male, ma una ricchezza complessiva».