Fassino: un atto arrogante verso i lavoratori

15/03/2002





Fassino: un atto arrogante verso i lavoratori
ROMA – Bertinotti (Prc): «Quella sull’articolo 18 è una scelta di rottura sociale grave, irresponsabile e avventuristica». Fassino (Ds): «Un atto di arroganza e di disprezzo verso milioni di lavoratori dipendenti, un provvedimento che mette in discussione un fondamentale diritto di libertà e di civiltà». Castagnetti (Ppi): «La decisione di andare avanti con l’articolo 18 rischia di incendiare il Paese, mettendo i genitori contro i figli e dividendo gli italiani del Sud da quelli del Nord». La decisione presa ieri in Consiglio dei ministri di andare avanti sull’articolo 18 sembra ricompattare tutta l’opposizione di Centro-sinistra, da Rifondazione alla Margherita. E anche chi, come l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, aveva avuto in passato un atteggiamento più possibilista in materia di licenziamenti, oggi non "cede" al Governo Berlusconi: «Dopo oscillazioni pluri-settimanali, il Governo ha ribadito sostanzialmente le solite inaccettabili posizioni – ha detto ieri il senatore della Margherita -. I problemi veri da affrontare sono piuttosto altri: ammortizzatori per tutti i lavori; il diritto di avere una formazione; lo statuto dei nuovi lavori». Insomma, il Centro-sinistra si schiera chiaramente al fianco dei sindacati, come ha sintetizzato Francesco Rutelli: «Noi sosteniamo questa battaglia contro i licenziamenti facili». L’appuntamento è dunque in piazza, il 23 marzo, a fianco della Cgil. E non mancheranno i cosiddetti "girotondisti": da Nanni Moretti a Roberto Benigni, da Dario Fo a Francesco De Gregori. Poi, come ha ricordato il verde Alfonso Pecoraro Scanio, ci sono gli appuntamenti dello sciopero generale e della raccolta delle firme per il referendum abrogativo.

Venerdí 15 Marzo 2002