Fassino offre Pisa a Cofferati “No grazie, torno alla Pirelli”

18/07/2002


GIOVEDÌ, 18 LUGLIO 2002
 
Pagina 6 – Interni
 
La nomina di Berlinguer al Csm libera un seggio in Senato, il leader Cgil rifiuta la candidatura
 
Fassino offre Pisa a Cofferati "No grazie, torno alla Pirelli"
 
 
 
D´Alema stoppa Di Pietro: nella città toscana correrà qualcuno del nostro partito
Multe salate a chi vota al posto di colleghi assenti: i "pianisti" perderanno la diaria
 

ROMA – Il futuro di Sergio Cofferati, ennesima puntata. Piero Fassino a Radio anch´io non si sottrae alla domanda sul sostituto di Luigi Berlinguer, appena nominato al Csm, nel collegio senatoriale di Pisa. «Saranno le forze dell´Ulivo locali a decidere, non posso essere io – dice il segretario dei Ds -. Credo che i compagni di Pisa sarebbero comunque lieti di poter votare una personalità come Cofferati». La replica del leader Cgil è quasi immediata: no grazie. «Ringrazio i compagni di Pisa e tutti coloro che hanno a cuore il mio futuro, ma come ho più volte avuto occasioni di dire da l primo ottobre riprenderò il lavoro alla Pirelli». Una candidatura nata e tramontata nel giro di poche ore, un caso, quello del futuro di Cofferati, che resta aperto. Come dicono i suoi amici del "correntone", «sarà lui a decidere». E fanno capire che l´approdo avrà i contorni di un ruolo più importante di quello di semplice senatore.
A Pisa l´idea era piaciuta subito. Il segretario dei Ds locali Giancarlo Lunardi aveva dato «un giudizio molto positivo». Ricordando che il prossimo candidato dev´essere un diessino (non Di Pietro dunque) e che comunque i pisani hanno altri validi candidati. La minoranza non è convinta della proposta di Fassino: un modo per farsi dire di no e poi dire che il bel gesto c´è stato. Ma la risposta pacata di Cofferati ferma subito le polemiche. E Fassino ribadisce il suo giudizio sul segretario della Cgil: «Non è un massimalista, un estremista. Lo conosco da una vita e so che è un riformista convinto. Adesso svolge il ruolo di leader sindacale e cerca di rappresentare nel modo che ritiene più utile, giusto ed efficace i diritti dei lavoratori che rappresenta». Dopo il «no grazie» di Cofferati D´Alema commenta: «Troveremo una soluzione. A Pisa siamo talmente forti che non avremo problemi a candidare una personalità del nostro partito». Anche lui quindi stoppa l´ipotesi Di Pietro.
Superato il voto unitario nel direttivo, la tregua diessina mostra di essere a tempo. Il portavoce del "correntone", Vincenzo Vita, rimanda la verifica ed eventuali nuove rese dei conti alla conferenza programmatica di autunno. «Lì vedremo se la linea del congresso di Pesaro è ancora valida». E nella sinistra interna si aprono altri dissensi. Dopo Giorgio Mele anche Alfiero Grandi condanna il documento unitario: «Non mi convince la conclusione del direttivo Ds e mi trovo vicino alla posizione di quanti hanno preferito non partecipare al voto per segnalare una differenza politica, un disagio». Secondo Grandi, «è difficile capire come sia possibile arrivare ad una posizione comune quasi all´improvviso, senza dare conto dei percorsi di avvicinamento e senza dire con chiarezza cosa sia cambiato. Il giudizio sulla Cgil continua a non essere chiaro».
(g.d.m.)