Fassino incontra Epifani per cercare il disgelo Ds-Cgil

20/07/2004



martedì 20 luglio 2004

Pagina 25 – Economia

IL RETROSCENA
Il leader politico e il sindacalista fanno il punto dopo lo strappo con Montezemolo
E Fassino incontra Epifani per cercare il disgelo Ds-Cgil
"Caro Guglielmo, non dobbiamo rompere con questa nuova Confindustria"
"Caro Piero, è vero ma c´è il rischio che torni la vecchia linea di viale dell´Astronomia"


ROBERTO MANIA

ROMA – La Cgil resta il sindacato di riferimento dei Ds. È lì che si concentra una buona fetta di quel nuovo «blocco sociale» al quale intende rivolgersi il riformista Piero Fassino, quando pensa di poter tornare al governo. Ma un´altra fetta di quel blocco è rappresentato dagli imprenditori, piccoli, medi e grandi, che non si ritrovano nel disordine e nelle incertezze sociali provocate dai due anni e mezzo del secondo governo Berlusconi. E allora, il segretario dei Ds, ha deciso di prendere l´iniziativa. Di recarsi, come fece Rutelli con Cofferati nel 2001 ai tempi dello scontro sul fisco, a Corso d´Italia 25, nel palazzone color salmone che affaccia su Villa Borghese. Per un chiarimento con il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Ci è andato con l´idea che la Cgil debba ritrovare il suo profilo riformista, affrancandosi dai massimalismi che coltivano i metalmeccanici della Fiom, guidati da Gianni Rinaldini, e che all´ultimo congresso hanno deciso di abbandonare la concertazione e la politica dei redditi. Quando i diessini pensano – al contrario – che debbano essere questi i due capisaldi di una rinnovata politica economica del centrosinistra. La linea della Fiom finisce per essere l´espressione sindacale del progetto politico di Rifondazione comunista.

Nella riunione della Direzione diessina della scorsa settimana, Fassino aveva espresso pubblicamente la sua forte preoccupazione per la inaspettata rottura del negoziato con la Confindustria ma anche con la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti, altre due fette di quel «blocco sociale». Di questo ha voluto parlare ieri con Epifani. La riunione era stata fissata alla fine della scorsa settimana e si è svolta in mattinata, prima dell´incontro tra la segreteria della Cgil e le categorie, al quinto piano, nell´ufficio di Epifani.

All´inizio si è parlato della situazione politica, dello sfarinamento della maggioranza della Casa delle libertà. Poi Fassino ha chiesto il perché della frattura di mercoledì scorso con la Confindustria. Epifani gli ha ripetuto il suo punto di vista. «Sì, Guglielmo – ha detto il segretario dei Ds – ma non dimentichiamoci che c´è una nuova Confindustria e che questo è un passaggio delicato». Obiezione a cui, in questi giorni, il leader della Cgil si è abituato a rispondere: «Certo, purché non sia la vecchia Confindustria a mangiarsi la nuova…In più non è vero che Montezemolo mi abbia cercato dopo la rottura». Un quarto d´ora di colloquio, non di più. Per confermare che tra i due si vuole evitare a tutti i costi una polemica, ma anche che non c´è una grande sintonia. Una parte del partito continua a guardare ad Epifani come ad un estraneo. Lui viene dai socialisti, e non è mai stato del Pci. C´è chi sostiene che con Cofferati, alla fine, ci si capiva di più. LO scontro era per la supremazia "nel" partito. D´altra parte, Fassino con i suoi, non dimentica che lo scorso anno sul referendum sull´articolo 18 la Cgil del socialista Epifani si schierò per il sì, accanto alla Fiom che fu tra i promotori del referendum. Quella scelta brucia ancora al Botteghino.

Anche il rapporto tra la Cgil e i Ds dipende dalla variabile Fiom. Ieri Epifani ha annunciato che a settembre intende incontrare Rinaldini per fare il punto sul prossimo rinnovo contrattuale. Annuncio che il leader dei metalmeccanici non ha affatto gradito. Giovedì Rinaldini ha convocato una conferenza stampa sui conti della Fiat. E questa volta potrebbe essere Montezemolo, che della Fiat è presidente, a non gradire. Così la Fiom continua ad essere la "variabile indipendente" della concertazione.