Fassino: il sindacato ritrovi l’unità contro la Finanziaria

27/09/2002

        27 settembre 2002

        Pezzotta difende ancora il Patto per l’Italia: è un argine alle politiche liberiste e ai tagli alle spese sociali, il centrosinistra dovrebbe essere solidale con noi
        Fassino: il sindacato ritrovi l’unità contro la Finanziaria
        Felicia Masocco

        ROMA «Una grande organizzazione come la
        Cisl, che si ispira al popolarismo, non può
        accettare il presupposto di una società fondata
        sulla logica del più forte, della selezione
        naturale e del mercato». È il tipo di società
        rincorso da questo governo per Piero Fassino
        che al sindacato di Savino Pezzotta chiede
        «non di schierarsi sulla base di un “a
        priori” politico o ideologico», ma di non
        trascurare che «siamo di fronte ad una politica
        del governo che confligge con un progetto
        redistributivo tipico del movimento sindacale»
        Gli esiti della politica di Berlusconi «sono
        fallimentari» per il leader della Quercia, è
        necessario tenerne conto e, soprattutto, cercare
        di ritessere su questo e su altri fili un
        percorso unitario con la Cgil. «Io non sottovaluto
        le divisioni attuali, ma non credo siano
        irreversibili». La Finanziaria, i rinnovi
        contrattuali, la consultazione dei lavoratori
        sugli accordi, possono essere un terreno su
        cui praticare l’unità sindacale «che è un valore
        primario non subordinato ad altre variabili».
        Nessuna delle confederazioni rinuncia
        ad un percorso unitario, ma che sia difficile,
        molto difficile, nessuno lo nasconde. E non
        lo ha fatto Savino Pezzotta che a Fassino ha
        risposto in presa diretta, difendendo le proprie
        scelte, l’adesione al Patto per l’Italia,
        perno della Finanziaria che Fassino contesta
        «perché è lontana dalle esigenze del Paese» e
        contro cui la Cgil sciopera, anche con il sostegno
        dei Ds. Lo sciopero «è contro la politica
        economica e quindi può contribuire a far
        crescere nel Paese le iniziative per cambiarla»,
        è l’argomento del segretario dei Ds.
        Fassino e Pezzotta si sono confrontati
        ieri davanti all’esigente platea della Fim, i
        metalmeccanici Cisl tra cui si contano non
        pochi iscritti alla Quercia e che dentro il
        sindacato di via Po hanno digerito più faticosamente
        di altri l’adesione all’intesa del 5
        luglio. L’occasione del botta e risposta tra i
        due segretari è stata una tavola rotonda su
        «Sindacato e politica nel sistema bipolare».
        Con loro i centristi dei due schieramenti,
        Enrico Letta (Margherita) e Marco Follini
        (Ccd). «Il Patto per l’Italia rappresenta un
        chiaro argine alle politiche liberiste, ai tagli
        indiscriminati, alla spesa sociale prima che
        arrivi l’inondazione», si è difeso Pezzotta.
        Un chiaro e «unico» argine di cui l’opposizione
        dovrebbe essere grata alla Cisl perché
        «visto che aspira a governare, senza quel Patto
        troverebbe la campagna allagata». Per questo
        la Cisl dovrebbe avere dal centrosinistra
        «più solidarietà di quella accordata ad altri»,
        perché «ha messo paletti importanti, sul
        Sud, sulla riduzione delle tasse». Non ci sta
        Pezzotta a incassare quelle che ha definito
        «condanne preventive», chiede valutazioni
        «più articolate» sulla strategia cislina «perché
        se dopo agosto – ha detto- si possono
        ricalibrare le posizioni, io chiedo di ricalibrare
        il giudizio su di noi». La Cisl ha fatto
        mediazioni e compromessi, «è vero», «il nostro
        sarà pure un moderatismo esasperato,
        ma farò qualsiasi sforzo perché il sindacato
        non sia sconfitto». E poi ancora un richiamo
        dal sindacalista alle forze di opposizione:
        «L’astensionismo o gli scioperi generali aiutano
        o no chi aspira a governare»? Su questo,
        il centrosinistra, i Ds, dovrebbero per
        Pezzotta aprire una riflessione. Quanto al
        suo sindacato «non accettiamo – afferma -l’idea
        di un bipolarismo sindacale poggiato
        sui due schieramenti». La strada per la Cisl
        «è l’autonomia».
        Sull’unità, all’appello di Fassino a «non
        allargare il terreno di divisione», Pezzotta ha
        detto che all’unità «non si può rinunciare»,
        ma occorre «ripensarla», «partendo dal partendo
        dal pluralismo sindacale e considerando
        le differenze non più come un limite ma
        come un valore».