Fassino: Cofferati è una risorsa, non ci sarà scissione

15/07/2002


(Del 15/7/2002 Sezione: interni Pag. 9)
IN SERATA ALLA FESTA DELL´UNITÀ TONI PIÙ MORBIDI, MA LE DISTANZE RESTANO
Fassino: Cofferati è una risorsa, non ci sarà scissione
Telefonata burrascosa con Berlinguer, più tardi il segretario smorza

ROMA
Non si sa chi abbia battuto l´altro sul tempo, se sia stato il segretario o l´anziano leader del correntone a metter giù il telefono interrompendo bruscamente una conversazione che stava prendendo una bruttissima piega. Fatto sta che, entrambi, Piero Fassino e Giovanni Berlinguer, hanno preferito chiudere così quel colloquio a dir poco burrascoso. Era stato il leader della Quercia a chiamare, l´altro ieri notte, chiedendo conto delle affermazioni di Berlinguer contro Massimo D´Alema. «Ci vuole rispetto reciproco, ti rendi conto che così rendi tutto più difficile e metti anche me in una posizione imbarazzante? Facciamo tutti parte dello stesso partito, non si possono lanciare sospetti l´uno contro l´altro in questo modo», aveva esordito il segretario, convinto di trovare, dall´altra parte del filo, un Berlinguer più remissivo del giorno prima. Nemmeno per idea. Il leader del correntone era andato su tutte le furie: «Siete voi – era sta la sua replica – a non potervi permettere di trattarmi in questo modo, di rispondermi con una nota di segreteria in cui mi censurate». La conversazione era andata ancora avanti, ma, per dirla con un eufemismo, ognuno era rimasto sulle proprie posizioni. Berlinguer arrabbiatissimo, Fassino innervosito. A un certo punto dopo che le voci si erano alzate di parecchi toni, i due si sono sbattuti reciprocamente il telefono in faccia. Ma quando, diverse ore dopo, Fassino è arrivato alla Festa dell´Unità di Roma, per un in´intervista pubblica con Maurizio Mannoni, del Tg3, sul suo viso e nel suo comportamento non c´era traccia alcuna di quel colloquio burrascoso. Nel frattempo, le agenzie di stampa diffondevano una nota di Aprile, l´associazione del correntone, in cui si esprimeva solidarietà a Berlinguer: dalla segreteria – era il succo di quel comunicato – sono venuti toni troppo accesi rispetto a un giudizio politico legittimo. La minoranza, benchè non tutti fossero d´accordo con il leader, aveva deciso di fare quadrato attorno a Berlinguer, anche se una frase alla fine di quella nota, contro «ogni personalizzazione del confronto», lasciava trasparire la difformità di vedute all´interno del correntone. Alla Festa, comunque, Fassino ha preferito usare toni pacati, e dopo aver invitato tutti «al reciproco rispetto e al senso di responsabilità», ci ha tenuto a sottolineare che con Sergio Cofferati – nume tutelare del correntone – «non c´è nessuno scontro, perchè stiamo entrambi dalla stessa parte». Il segretario si è presentato all´appuntamento una mezz´oretta prima, per il classico giro tra gli stand e nelle cucine. Nessun bagno di folla, per Fassino, a cui, anzi, la festa ha riservato, durante il suo "tour", un´ accoglienza piuttosto tiepida. E´ anche questo il segnale di un partito che vive con disagio, nella sua base, tra i suoi militanti, quello che sta avvenendo all´interno della Quercia e tra la Quercia e la Cgil. E Fassino, che ha annusato l´aria, ha lasciato intendere di voler chiudere le polemiche. «Io – ha esordito – conosco questo partito, ci vivo da trent´anni, e so che i nostri iscritti ci chiedono unità e non vedono con favore l´ipotesi di una scissione che io escludo. Tutti noi dirigenti dobbiamo affrontare il dibattito interno con grande senso di responsabilità, rispetto reciproco e serenità». Quindi il leader della Quercia, riferendosi alla sortita di Berlinguer contro D´Alema, ha aggiunto: «Bisogna sgomberare il campo dalle contrapposizioni artificiose e dai veleni. Non si può accreditare l´idea che nel partito c´è chi vuole fare l´opposizione a Berlusconi e chi invece non la vuole fare». Dopodichè Fassino è arrivato al punto che più gli premeva: «Occorre anche sgombrare il campo – ha affermato – dalla discussione su chi è con la Cgil e chi no. Siamo tutti con la Cgil. Tra me e Cofferati non c´è nessuno scontro: siamo entrambi dalla stessa parte e Sergio è una risorsa: sarà un protagonista della vita politica dei prossimi anni». Voleva chiudere la polemica con il Cinese Fassino, nei modi e nei toni, ma nella sostanza, il segretario non ha rinunciato alle sue idee e alle sue critiche implicite all´indirizzo di Cofferati. E infatti ha sottolineato con insistenza che una «Cgil isolata», dopo la rottura con Cisl e Uil, è una Cgil «più debole», e che, perciò, «bisogna allargare il fronte delle alleanze». Come a dire: Sergio sbagli se pensi di andare avanti da solo, prevedendo di non poter ricucire con gli altri sindacati nel medio periodo. Infine un ultimo avviso, a tutti (minoranza, maggioranza, Cofferati): «Adesso sono il segretario e lo faccio fino in fondo».