Fassino: «Cambiato il rapporto tra società civile e Berlusconi»

16/09/2002




      analisi
      Maurizio Tropeano

      (Del 16/9/2002 Sezione: Interni Pag. 5)
      IL SEGRETARIO DS ALLA FESTA DELL´UNITÀ A TORINO
      Fassino: «Cambiato il rapporto
      tra società civile e Berlusconi»
      «E´ evidente a tutti che non ci sono i soldi per ridurre le tasse e nemmeno quelli per aprire i cantieri delle grandi opere»

      LA persone che sabato erano in piazza San Giovanni a Roma sono una ricchezza per il centrosinistra. La loro passione, la loro vitalità, la loro determinazione serviranno da carica per permettere all´Ulivo di compiere il necessario salto di qualità. Non siamo più piegati come un anno fa. Dobbiamo continuare questa marcia con il passo dell´alpino che inizia la scalata con un buon ritmo e lo mantiene con determinazione fino a raggiungere la vetta». Piero Fassino arriva alla festa provinciale dell´Unità di Torino verso le 18. La prima tappa è presso lo stand dove si vendono i biglietti della lotteria. Tra le gente che lo circonda per stringergli la mano e chiedere una autografo, spuntano a macchia di leopardo giovani e meno giovani con le t-shirt bianche con il simbolo dei girotondi per la giustizia. Sono i più attenti alle sue parole. Ma il messaggio che il segretario nazionale dei Ds lancia da Torino è rivolto, soprattutto, agli alleati, a chi come Mastella ha già minacciato di uscire dal centrosinistra. «La grande manifestazione di sabato – spiega – ha consegnato ai dirigenti dell´Ulivo una forte domanda di unità. Quella piazza è diventata il punto di riferimento, la sintesi di un percorso per tutto il centrosinistra. Abbiamo bisogno di dare all´Ulivo un gruppo dirigente forte, unito e coeso, fatto di tutte le personalità che lo rappresentano e in cui la nostra gente si riconosce». Fassino teorizza la «saldatura tra piazza e partiti, un tema per altro vecchio: chi non si ricorda il `68?». E poi sostiene che il problema non è se «l´opposizione c´è o non c´è» ma «se tutti quelli chi si oppongono a Berlusconi sono in grado di dimostrare agli italiani che un altro modo di governare è possibile». Ecco perché per il leader diessino il primo passo è la «definizione di un programma comune che accompagni con un sì ogni nostro no ai progetti del centrodestra». Prosegue: «Questa è la strada che permetterà all´Ulivo di parlare e di cercare il dialogo e il consenso con tutta la società civile, non solo con quella che è in movimento». E l´agenda della politica fissa già per oggi la prima scadenza: la discussione alla Camera del disegno di legge Cirami. Spiega Fassino: «Continueremo la nostra battaglia contro questa proposta che, come tutta la politica del centrodestra in materia di giustizia, punta a realizzare due obiettivi: colpire l´autonomia della magistratura e impedire che si facciano processi eccellenti come quello di Milano». Opposizione dura, dunque, ma il leader della Quercia sottolinea anche la «necessità che il centrosinistra evidenzi le sue proposte per accelerare i processi e rendere le pene più certe». E la «saldatura» tra partiti e movimento passa anche dal «no» alle politiche economiche e del lavoro; dal rifiuto della riforma «indecente» della scuola; dallo stop alla privatizzazione della sanità; e ancora dalla totale ostilità al disegno di legge Gasparri e alle nuove regole per il sistema dell´informazione. Accanto, però, Fassino vede «un Ulivo pronto a spiegare agli italiani il nostro punto di vista, le nostre proposte politiche in grado di strappare consensi anche agli elettori del centrodestra che hanno già dimostrato di non lasciarsi più incantare dalle promesse del centrodestra». Per Fassino, infatti, la piazza del 14 settembre 2002 è «la prova evidente che è cambiato il rapporto tra la società civile e il Governo Berlusconi». Spiega: «Ormai è evidente che non ci sono i soldi per ridurre le tasse e nemmeno per aprire nuovi cantieri che avrebbero dato ricchezza e lavoro all´Italia. Berlusconi, invece, continua ad alimentare le promesse. La politica del continuo annuncio propagandistico non fa altro che drogare il rapporto tra il governo e il paese». Secondo il segretario Ds alla fine questo comportamento provocherà non poche «difficoltà per Berlusconi» perché è «un professionista della pubblicità e proprio per questo non può conoscere la riflessione critica. E´ costretto a presentare i suoi progetti come fossero i più belli del mondo anche se così non è. Ma governare il paese non è come vendere dei prodotti». Ecco dunque il rilancio di Fassino e la proposta di «mettere in campo un´iniziativa politica del centrosinistra in Parlamento e nel paese». Un´iniziativa che deve «allargare l´area dell´Ulivo anche alle forze che finora sono rimaste fuori» e che deve «consolidare le intese con Rifondazione Comunista». Tutto questo per far sì che «alle prossime elezioni amministrative di primavera che interesseranno 15 milioni di italiani il centrosinistra ripeta il successo di quest´anno».