Farmacisti senza sede: appello alle Regioni

04/12/2001

Il Sole 24 ORE.com



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    Farmacisti senza sede: appello alle Regioni
    ROMA – I farmacisti senza sede puntano sul federalismo per "riscrivere" le norme che regolano la titolarità di una farmacia. «La riforma della seconda parte della Costituzione – afferma Vicenzo Devito, presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti – affida le competenze sulla sanità alle Regioni, lasciando allo Stato il compito di regolare i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale. Questa è l’occasione per dare al comparto una reale riforma, cancellando forme di monopolio che non servono a tutelare la qualità dei servizi ma che al contrario rappresentano un ostacolo alla modernizzazione del Paese». L’obiettivo è il riconoscimento del libero esercizio professionale per i farmacisti abilitati. Bersaglio del Movimento è, invece, il sistema che finora ha governato la rete delle farmacie. Tra i nodi, spiega Devito, «l’eredità di una concessione dello Stato fino al trentesimo anno d’età, l’aumento sino al 40% del punteggio per ex titolari di farmacia nei concorsi per nuove sedi farmaceutiche e i prezzi miliardari nell’acquisto di una farmacia». I titolari di sede sono circa 16mila a fronte di 50mila abilitati che lavorano alle dipendenze. Le piante organiche delle farmacie, seguendo i paletti delle leggi 475/68 e 362/91, sono oggi fissate a livello regionale. Per i centri che hanno fino a 12.500 abitanti è prevista una farmacia ogni 5mila persone; per i Comuni più grandi, invece, il rapporto scende fino a una per 4mila abitanti.
    Martedí 04 Dicembre 2001
 
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