Farmacisti in rivolta “Traditi da Albertini”

11/04/2001

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Milano

Pagina 8
Farmacisti in rivolta
"Traditi da Albertini"

Scontro per la vendita dell’azienda ai tedeschi della Gehe


Si sentono traditi dal sindaco Albertini, parlano di "scandalo annunciato" e non escludono un ricorso alla procura della Repubblica. La vendita delle 84 farmacie comunali alla Gehe, la multinazionale tedesca, che si è aggiudicata il business per 251 miliardi, crea una pesante frattura tra Palazzo Marino e l’Associazione lombarda dei titolari di farmacia, guidata da Paolo Gradnik.
«Albertini ci ha preso in giro sin dall’inizio – denuncia Gradnik – quattro anni fa, in sede elettorale, aveva promesso un incondizionato appoggio a noi piccoli imprenditori. E noi, due anni, fa, con spirito di collaborazione, ci siamo fatti avanti per rilevare le farmacie pubbliche che sarebbero rimaste così nelle mani di Milano e non sarebbero diventate tedesche. Ma lui, il sindaco, ci ha beffato».
Gradnik chiede un faccia a faccia con Albertini per capire come mai «la Gehe si è aggiudicata le farmacie comunali praticamente con la stessa cifra che, un anno fa, la cordata milanese aveva offerto al Comune». «Se è tutto limpido e regolare – precisa il presidente della lombarda – il sindaco non dovrebbe avere difficoltà ad accettare». E aggiunge: «Non si capisce come mai Albertini possa accettare gli stessi soldi dal colosso tedesco, quando a noi aveva detto che quella cifra era incongrua. Ma, quel che è peggio, hanno costruito una gara che sembrava scritta apposta per la Gehe. Che, infatti, puntualmente è stata l’unica a presentare un’offerta e a vincere la gara con un rilancio di soli 11 miliardi».
In un documento diffuso ieri dai vertici dell’Associazione dei farmacisti si fanno i complimenti al sindaco "per la brillante operazione" ma anche al suo direttore generale, Giorgio Porta, il quale ieri ha replicato alle accuse di Gradnik con una battuta secca: «La Gehe ha offerto il doppio dei farmacisti milanesi, ecco perché ha vinto».
Questione chiusa? No. «La nostra battaglia non finisce qui – dichiara il presidente della "lombarda" – stiamo valutando l’ipotesi di sottoporre la questione alla Procura della Repubblica. Il nostro obiettivo è chiedere una sospensiva nelle sedi più appropriate. Dimostreremo che tutto questo è illegale e scandaloso: la vicenda farmacie comunali non si chiude con la delibera firmata da Palazzo Marino».
«Sono veramente toccato da questo scandaloconclude Gradnikda Albertini non mi sarei mai aspettato questo tradimento. Noi però non possiamo tacere. Altro che epurazioni, altro che divieti di entrare in lista. Albertini dovrebbe guardare bene cosa succede, innanzitutto, in casa sua». (Laura Asnaghi)