Farmacisti: doppio stop alle liberalizzazioni

16/01/2007
    martedì 16 gennaio 2007

    Pagina 35 – Norme e tributi/ Professionisti

    «No» a più punti vendita e agli orari lunghi

      Farmacisti, doppio stop alle liberalizzazioni

        Sara Todaro
        ROMA

        La sirena delle liberalizzazioni marca «Bersani» ha fatto strage di cuori (e d’interessi) anche tra i titolari di farmacia. E i vertici di Federfarma sono stati costretti a bacchettare i propri iscritti perché interrompano la corsa – «politicamente inopportuna» – all’apertura di "parafarmacie" per la vendita dei farmaci da banco.

        L’avviso è contenuto in una circolare dell’11 gennaio con cui il presidente di Federfarma, Giorgio Siri, e il segretario nazionale, Franco Caprino, dichiarano l’assoluta contrarietà del consiglio di presidenza all’apertura da parte dei titolari di nuovi punti vendita di farmaci senza ricetta «a discapito dei principi della pianta organica», baluardo dell’attuale servizio farmaceutico territoriale.

        Il «niet» è secco e definitivo: Federfarma – si legge nella circolare – sta valutando tutti i possibili interventi sul piano giuridico, compresa una modifica dello Statuto.

        Intanto si punta sull’orgoglio professionale: per evitare che il farmacista si trasformi in «mero imprenditore del farmaco», si invitano le associazioni locali a vigilare che le parafarmacie eventualmente aperte dai farmacisti non diventino «strumenti di violazione delle norme di settore».

        Nel memorandum agli iscritti, il divieto per il farmacista titolare a prestare attività in entrambi gli esercizi (la legge lo vuole "sempre in farmacia") e il divieto ad aprire liberamente filiali o sedi distaccate del presìdio (anche i dispensari sono disciplinati per legge). Ma la "tentazione" più grave per il titolare che apre una parafarmacia potrebbe essere «l’accaparramento di ricette a beneficio e su richiesta di una farmacia». «In questo caso – avverte Federfarma – ci potrebbero essere anche gli estremi di un illecito penale».

        Vita dura, insomma, per i farmacisti che voglioni cavalcare il mercato. Già a dicembre, del resto, avevano incassato un «no» senza appello da parte della direzione farmaci della Salute che – fornendo un chiarimento alla Fofi (Federazione Ordini) – aveva spezzato il sogno di qualche titolare di estendere l’orario di apertura extraturno per mantenere aperto soltanto un "repartino" Otc e parafarmaco.

        Ed è proprio col malessere di 16mila titolari di farmacia, costretti alla difficile mediazione tra leggi di mercato e peculiarità di un servizio inquadrato nel sistema universalistico delle cure, che dovrà vedersela, tra oggi e domani, l’attuale leadership dell’associazione.

        Nell’agenda del Comitato centrale straordinario riunito per due giorni a Frascati (Roma) c’è la verifica della fiducia alla presidenza Siri, in scadenza a maggio 2008. Il malcontento è serpeggiato in questi mesi soprattutto tra i rappresentanti di Toscana, Calabria, marche, Umbria ed Emilia Romagna.

        La sfida per Siri è ottenere il via libera a traghettare l’associazione verso un rinnovo della convenzione con il Ssn sempre più irta di ostacoli. Mantenendo anche la dignità della professione.