«Farmacisti contro i cittadini»

12/11/2007
    sabato 10 novembre 2007

      Pagina 8 – Economia

      «Farmacisti contro i cittadini»

        Palazzo Chigi: minacciano di far pagare tutte le medicine, assurdo

          Roma

          E ADESSO è scontro aperto. Da una parte i farmacisti, che dal 19 novembre minacciano di far pagare tutte le medicine, comprese quelle di fascia A, se non viene cancellata la possibilità di vendita di quelli con ricetta di fascia C anche nella grande distrubuzione. Dall’altra il governo che ieri sera ha condannato la minacciata serrata: «Criticare il governo facendo pagare ai cittadini il costo di questo non è la strada giusta per favorire il dialogo». Intervento che ha fatto seguito di poche ore alla lettera aperta che il ministro Livia Turco aveva inviato proprio ai farmacisti: «Questa volta non sono con voi. Capisco le ragioni del vostro dissenso – scrive il ministro – ma ritengo inaccettabile, oltre che sbagliata, la forma di protesta che avete annunciato». «Far pagare al cittadino le medicine erogate dal Ssn per rappresaglia contro un emendamento (non presentato dal governo) e ancora all’esame del Parlamento – conclude il ministro – , ha tutte le caratteristiche di una mera rivolta di stampo corporativo».

          La norma sotto accusa è quella contenuta nella cosidetta «terza lenzuolata» sulle liberalizzazioni riguardante i medicinali con ricetta della fascia C (quelli a pagamento dei cittadini). Nelle liberalizzazioni si prevede che questi farmaci vengano venduti anche nei supermercati e nelle parafarmacie. Contro questo si sono mosse Federfarma in una conferenza stampa, ma anche Assofarm, (la rappresentanza delle farmacie comunali), e la Fofi, (l’ordine dei farmacisti). La protesta riguarda solo le farmacie private ma comporta di fatto l’uscita dalla convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.

          Ma contro questa decisione arrivano anche Cgil e associazioni dei consumatori. «La possibilità di acquistare al di fuori delle farmacie anche medicinali di fascia C con obbligo di ricetta – spiega Stefano Cecconi, responsabile politiche Salute della Cgil – può costituire un indubbio vantaggio per i cittadini». «Se i farmacisti procederanno con la protesta annunciata – avvertono invece Adiconsum, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – si mobiliteranno anche con mezzi legali per difendere i diritti dei cittadini».

          E preoccupazione è stata espressa che da Federanziani: «Gli anziani non possono essere chiamati a pagare le conseguenze della cosiddetta politica delle liberalizzazioni. Se infatti, come annunciato da Federfarma, a partire dal 19 novembre prossimo le farmacie non forniranno più farmaci gratuitamente a chi ne ha diritto, i primi a farne le spese saranno i cittadini ultrasessantacinquenni».