Farmacisti: cambiamo le norme sull’eredità

29/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

    NORME E TRIBUTI – Pagina 26

    Incalzata dall’Antitrust, Federfarma apre alle riforme

    Farmacisti: cambiamo le norme sull’eredit�

    Sara Todaro

    ROMA. Sono pronti a �sperimentare� nuovi modelli di remunerazione e a dire basta all’ereditariet�. Lanciano la proposta di una �farmacia di fiducia� per il singolo assistito con tanto di piano terapeutico cogestito col medico. Propongono prezzi controllati o contrattati anche per i farmaci senza rimborso. E si dicono disposti a non detenere pi� l’esclusiva (dunque a "liberalizzare") tutto ci� che vendono in farmacia. Fatta eccezione per i farmaci, anche quelli da banco. I farmacisti privati aderenti a Federfarma propongono la propria autoriforma.

    Incalzati dall’Antitrust, messi ormai da tempo alle corde da chi propone la vendita nei supermercati dei farmaci da banco, accusat da pi� parti di privilegi eccessivi, i titolari di farmacia rilanciano. Lo fanno con una sorta di �Magna Charta� della farmacia del futuro. Un documento da cui traspare l’urgenza, e insieme la preoccupazione, di arrivare in tempi brevi a un confronto a tutto campo con il Governo e con le Regioni. L’obiettivo � puntare sulla qualit� dei servizi in cambio anche di nuove regole su piante organiche, nuove aperture, orari e turni. Qualit� che vuol dire pi� ospitalit�, se mai baster�: abbattimento delle barriere architettoniche, parcheggi per i clienti e posti a sedere per gli anziani.

    �Rinunciamo a braccialetti e giocattoli�; �diciamo basta alla difesa dell’indifendibile�; �rafforziamo il nostro ruolo di consulenti sul farmaco�: � l’invito che il presidente di Federfarma , Giorgio Siri, rivolge ai propri associati nella premessa al documento di 30 pagine con cui si dettano le linee per l’adeguamento del servizio farmaceutico. Una operazione dagli esiti niente affatto scontati, anche perch� �le resistenze sono forti� ed � �necessario convincere tutti i farmacisti della necessit� di adottare un nuovo approccio alla professione, sia nella sostanza che nell’immagine�, afferma Siri.

    Ma altrettanto "forti" sono, secondo il documento, le proposte per un cambiamento �non pi� eludibile�. E allora acco "l’autocura" proposta dall’associazione nazionale di Federfarma che ha varato il documento. Si va dalla disponibilit� a sperimentare forme alternative di remunerazione rispetto all’attuale percentuale sul prezzo del medicinale venduto, alla rinuncia alla gestione del presidio ereditato senza avrne titolo anche per un decennio.

    Non mancano le proposte sull’etica: rivedere a quattro mani con le Regioni le tabelle commerciali di categoria; liberalizzare tutto quello che sta in farmacia senza avere la dignit� di medicinale, a partire da integratori alimentari e prodotti erboristici; rafforzare le garanzie su tutto ci� che � farmaco, anche se non ha ricetta.

    Una strategia pensata per arginare la fuoriuscita dell’Otc (farmaci da banco) dall’esclusiva della farmacia: si chiedono cos� prezzi controllati, divieto di self-service, paletti alla pubblicit�, confezioni per ciclo di cura. Di pi�: la farmacia si offre come costola del Ssn, come interlocutore e puntello dell’assistenza nel territorio.

    Ma non basta. Ecco ancora l’ipotesi della scelta della "farmacia di fiducia" da parte del singolo assistito, il piano terapeutico cogestito col medico, il servizio di prenotazione e autodiagnosi, la consegna ripetuta dei farmaci ai malati cronici sul piano terapeutico stabilito dal medico generalista. Una rivoluzione in cambio della quale si chiedono compensi adeguati, nuove regole su piante organiche, aperture, orari e turni di lavoro, nuove modalit� per il servizio in porti, aeroporti, ferrovie e autogrill.

    Infine c’� la questione apertissima dei prezzi dei farmaci di classe �C� (quelli a carico dei cittadini): lo sconto della "legge Storace" � debole, si afferma. Serve un confronto a priori, fissando un tetto di fluttuazione oltre il quale scatterebbe l’import parallelo. Altrimenti si propone la contrattazione con l’Aifa dell’intero listino aziendale. Cure a "prezzo libero" comprese.

    PIANO TERAPEUTICO IN FARMACIA

      Il documento
      Federfarma ha diffuso un documento di una trentina di pagine nel quale vengono dettate le linee per l’adeguamento del servizio farmaceutico

        Le proposte
        La federazione dei farmacisti privati propone la revisione in collaborazione con le Regioni delle tabelle commerciali di categoria; la liberalizzazione dei prodotti presenti in farmacia pur non essendo medicinali (come quelli erboristici o gli integratori); il rafforzamento delle garanzie sui farmaci, anche se richiedibili senza ricetta. Ma nel documento compare anche la proposta di una �farmacia di fiducia� per il singolo assistito con un piano terapeutico cogestito con il medico: una ricoluzione in cambio della quale vengono chiesti compensi adeguati, nuove regole sulle piante organiche, sulle apeture, sugli orari e sui turni di lavoro.

          I farmaci di classe C.
          Federfarma afferma che lo sconto assicurato dalla "legge Storace" � debole; � quindi necessario, secondo il documento, un controllo a priori con un tetto di fluttuazione oltre il quale scatterebbe l’import parallelo o la contrattazione con l’Agenzia del farmaco dell’intero listino.