“Farmacisti 3″ «C’è il pericolo che si arrivi alla vendita nei supermercati»

21/06/2004

    20 Giugno 2004
    L’associazione di categoria

      «C’è il pericolo che in questo modo
      si arrivi alla vendita nei supermercati»

        ROMA
        Giuseppina Gabriele, presidente di Farmacap, che cosa pensa della proposta lanciata dall’Osservatorio della terza età?

          «Innanzitutto dico che la composizione del prezzo di un farmaco non è prefissato da noi farmacisti. Dunque non siamo noi a decidere e i provvedimenti da adottare sono altri».

            Qual’è la sua proposta?

              «In Inghilterra il medico prescrive il principio attivo e non il farmaco. Inoltre si trovano confezioni di medicinali che corrispondono al periodo di terapia stessa. I primi a dover essere coinvolti sono governo e aziende. Bisogna pensare a provvedimenti complessivi e strategici e dare farmaci appropriati per la salute del cittadino. Mi sembra che quest’ultimo aspetto, in tutta questa rincorsa di dati e cifre, venga completamente dimenticato».

                Perciò in nome della salute del cittadino pensare a doverci rimettere un po’ non dovrebbe essere un dramma

                  «Che il risparmio vada a pesare sul margine di tutti non è mai stato un problema. Io dico che non è il margine del farmacista a creare il problema. È necessario intervenire sul comparaggio, sul sistema delle prescrizioni, sulle multinazionali».

                    Che cosa è veramente utile?

                      «Un tavolo in cui ciascuno contribuisce a costruire strategie. Rendiamoci conto che il servizio farmaceutico arriva anche nei paesini sperduti. Deve arrivare ovunque o sarebbe la fine. Ci saranno sicuramente farmacie con grandi introiti ma tante altre si muovono sulla soglia della sopravvivenza. Il fenomeno andrebbe capito meglio. Chi determina la spesa è il medico che prescrive quel dato farmaco ma soprattutto la casa farmaceutica che fa pubblicità per lanciare sul mercato la medicina griffata».

                        Preoccupata?

                          «Sì. Il margine del farmacista è lo sconto che riesce a ottenere dal grossista. Non vorrei che tanto parlare fosse un passaggio per dare via libera alla vendita dei farmaci nei supermercati come avviene in America. Sarebbe pericolosissimo. La vendita di un farmaco senza il controllo professionale è molto rischioso per la salute dei cittadini»