Farmacie: sindacati, 52 posti a rischio in comunali Milano, inaccettabile

01/10/2013

Filcams-cgil, Fisascat-cisl e Uiltucs-uil definiscono così i tagli annunciati da admenta milano. "un sacrificio occupazionale inaccettabile". filcams-cgil, fisascat-cisl e uiltucs-uil definiscono così i tagli annunciati per le farmacie comunali di milano dalla società che le gestisce, admenta, la quale "dopo aver unilateralmente deciso di cambiare il ccnl per tutti i suoi dipendenti, passando dall’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie pubbliche, a quello delle farmacie private, nettamente inferiore sul piano economico e normativo, ha dichiarato di voler procedere al licenziamento di 52 lavoratori", ricordano antonella protopapa (filcams-cgil), annette lerna (fisascat-cisl) e gabriella dearca (uiltucs-uil). contro la misura annunciata, oggi i dipendenti delle 84 farmacie comunali sono scesi in piazza per un’assemblea-presidio davanti a palazzo marino. e’ infatti al comune di milano che i sindacati si rivolgono: "chiediamo al comune, titolare del servizio e del 20% della gestione, di mettere in campo tutte le iniziative utili a far cambiare idea alla società di gestione in modo da continuare a garantire un servizio pubblico essenziale di grande utilità per la città di milano". l’assemblea, annunciano le rappresentanti dei lavoratori, "deciderà anche eventuali altre iniziative di lotta". admenta, spiegano cgil, cisl e uil, motiva i licenziamenti legandoli all’applicazione del "modello lloyds farmacia che prevede la sola figura del farmacista, cancellando la figura professionale del commesso di farmacia. non siamo disponibili ad accettare un modello aziendale che preveda 52 licenziamenti su un totale di 340 dipendenti. siamo invece disponibili a discutere modalità organizzative che garantiscano il miglior servizio ai cittadini e che tutelino i livelli occupazionali. e chiediamo all’azienda afm milano di abbandonare un progetto che vedrebbe un sacrificio occupazionale inaccettabile".