“Farmacie” «Sì al modello francese»

06/06/2005
    sabato 4 giugno 2005

      PRIMO PIANO – pagina 4

        Deregulation / Il caso Conad Leclerc

          «Sì al modello francese, corner negli ipermercati»

          VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • Le catene della grande distribuzione si dicono fortemente interessate a investire nel business dei farmaci da banco ( ossia i prodotti non etici e senza obbligo di ricetta), pronte ad avviare la gestione dei prodotti e chiedono l’avvio di un tavolo con il Governo.
            « In Europa ci sono già varie soluzioni consolidate — dice Roberto Dessì, segretario generale dell’Ancd Conad — sarebbe un bel passo in avanti nella liberalizzazione del mercato. Quindi dobbiamo da un lato guardare alle esperienze di Olanda, Germania e Gran Bretagna dove c’è stata una deregulation per i farmaci. Ma possiamo anche procedere per gradi e imparare dal modello francese » .

            Proprio in Francia il gruppo distributivo Leclerc, partner strategico di Conad in Italia ed Europa, ha sviluppato un modello. « Il sistema francese è per molti versi simile a quello italiano però è stata avviata una sperimentazione sui farmaci non etici — aggiunge Dessì —. In numerosi ipermercati sono stati creati dei corner di vendita di farmaci da banco sorvegliati peraltro da personale specializzato, sia formato ad hoc che dei veri e propri laureati in farmacia. La gestione dei corner rientra nella normale attività del centro commerciale o dell’ipermercato. Occorre dunque avere coraggio, il Governo dovrebbe avviare subito la sperimentazione, un po’ come si è fatto per libri e giornali. Le condizioni ci sono senza creare eccessivo contrasti » . In Francia peraltro la concorrenza ha portato i prezzi di molti prodotti da banco a calare anche del 20 per cento.

            « La proposta di vendere i medicinali da banco anche nella grande distribuzione organizzata non può essere liquidata in maniera sbrigativa — sottolinea Aldo Soldi, presidente dell’Ancc Coop —. Pertanto chiediamo al Governo di aprire rapidamente un tavolo di confronto fra le diverse parti interessate per valutare l’indicazione dell’Antitrust, analizzare le esperienze già in corso da molti anni in tanti Paesi europei e negli Usa e assumere le decisioni conseguenti. Dobbiamo dare ai consumatori una maggiore libertà di scelta, introducendo reali elementi di concorrenza che favoriscono un abbassamento dei prezzi, com’è accaduto nella recente vicenda del latte in polvere per neonati » .

            « Da tempo Auchan e Sma chiedono di poter vendere anche i prodotti farmaceutici da banco e la proposta dell’Antitrust non può che trovarci d’accordo — afferma Benoit Lheureux, amministratore delegato di Auchan Italia —. Se poi l’obiezione è che la vendita di quei prodotti non può essere effettuata self service sugli scaffali, allora proponiamo di utilizzare dei farmacisti, come già facciamo in Francia » .

              Il gruppo Auchan — sottolinea Lheureux — sta anche ampliando l’offerta di servizi ai consumatori. « Ecco perchè — aggiunge — stiamo aprendo in alcune nostre gallerie commerciali studi di dentisti o di commercialisti » .