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Farmacie: lavoratori in prima linea durante l’emergenza sanitaria, con il contratto nazionale scaduto

20/11/2020
Lavoratori in prima linea, i farmacisti

Circa di 500 farmacisti online in assemblea chiedono l’intervento dei ministeri competenti

Non si sono tirati indietro in questi mesi di emergenza pandemica e sono tutt’ora in prima linea per offrire un presidio sanitario operativo e supportare i cittadini e il territorio. Il mondo delle farmacie è sempre stato, e lo è ancor di più ora, un punto di riferimento importante per la nostra società, ma le condizioni di lavoro degli addetti del settore sono difficili: dai problemi legati alla sicurezza nelle farmacie allo scarso riconoscimento professionale, dal mancato rinnovo del contratto nazionale al conseguente adeguamento salariale.
Proprio per questo nella serata del 19 novembre si sono confrontati circa 500 farmacisti della Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, tutti online in un’unica assemblea nazionale, per condividere le difficoltà del momento ma, soprattutto, definire le azioni necessarie per contestare il mancato rinnovo dei contratti di settore delle farmacie private e speciali – Assofarm e Federfarma – fermi ormai da diversi anni.
Federfarma, controparte datoriale, sta rallentando la trattativa con proposte inaccettabili che non tutelano adeguatamente l’occupazione e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori: da un eccesso di flessibilità oraria all’abbattimento delle maggiorazioni per il lavoro straordinario, fino alla proposta di condizionare l’aumento salariale al riassorbimento dei permessi individuali.
Non è possibile continuare la discussione in questi termini, ed è il momento di farsi sentire.
Per questo i farmacisti in assemblea considerano fondamentale il coinvolgimento dei ministeri del lavoro e della sanità di fronte allo stallo contrattuale in atto. Nelle prossime ore verrà inviata loro una lettera che descrive la situazione per richiedere un incontro questo è il primo passo di una serie di iniziative cadenziate nel tempo per riavviare il confronto.