Farmacie: l’Anci contrattacca: una lobby anti-mercato

12/04/2001


giovedì 12 aprile 2001

Ma 1’Anci contrattacca: una lobby anti-mercato

MILANO . «Obbligare i Comuni
ad avere un unico partner, in questo
caso i farmacisti dipendenti, nei pro-
cessi di privatizzazione delle farima-
cie municipali è illogico. Dico di
più: è assurdo. O meglio: può essere
logico da un punto di vista lobbisti-
co, ma non lo è sul piano dell’evolu-
zione del mercato, che richiede dosi
massicce di liberalizzazione e non
vincoli imposti per legge. Inoltre qui
è in gioco l’autonomia degli enti
locali, che devono essere liberi di
fare le loro scelte».
Leonardo Domenici, sindaco di Fi-
renze e presidente dell’Anci (l’Asso-
ciazione nazionale dei Comuni italiani),
è un fiume in piena. Le polemi-
che scatenate dal caso-Milano – dove
il Comune ha appena ceduto
l’80% dell’Azienda farmacie munici-
pali al gruppo tedesco Gehe suscitan-
do le dure proteste dei farmacisti (si
veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) —
alimentano discussioni a livello na-
zionale. E Domenici coglie l’occasio-
ne per lanciare una serie di messaggi
a difesa dell’autonomia decisionale
dei Comuni.
Al centro del dibattito c’è la circo-
lare del ministero dell’Interno che
obbliga i Comuni ad associarsi ai
farmacisti nella gestione delle farma-
cie municipali. AI riguardo I’opinione
di Domenici è netta. «Sono stupe-
fatto — afferma il sindaco —. So
che questa circolare esiste. Ma non
so, e ritengo di avere elementi suffi-
cienti per affermarlo, se questa circo-
lare sia stata effettivamente emana-
ta. Il problema, però, è più ampio.
Una circolare del genere dovrebbe
essere oggetto di un confronto tra
Govemo e autonomie locali. Esiste,
al riguardo, una sede ad hoc: la Con-
ferenza Stato-città-autonomie locali.
Sarebbe pertanto un grave errore, da
parte del Governo, emanare una cir-
colare di questo tipo senza effettuare
il confronto, perché si potrebbe con-
figurare un atto lesivo della nostra
autonomia». Altra domanda scottante:
ma questa circolare ha valore di
legge? «Ho seri dubbi – risponde
Domenici — che una circolare inter-
pretativa possa sostituire una norma
di legge. Qui si sta parlando di un
ordine del giorno della Camera accol-
to poi dal Governo. Se la Camera
avesse voluto riscrivere le regole
avrebbe dovuto votare un emenda-
mento. Questo non è stato fatto per
cui, ribadisco, la circolare del mini-
stero non ha fondamento di legittimi-
tà (della stessa opinione è anche la
Giunta milanese, ndr)».
I farmacisti affermano che, in real-
tà, i Comuni sono interessati solo a
vendere e a incassare cospicui introi-
ti. Ma Domenici respinge in toto
questa tesi: «Non è vero. I Comuni
non agiscono solo in una logica di
cassa. Nel caso delle farmacie, per
esempio, si tengono in debito conto
le esigenze dei cittadini e dei dipen-
denti e non solo delle finanze munici-
pali. Ma per fare questo il Comune
deve avere le mani libere. Sarebbe il
caso che anche in Italia, anzichè di-
scutere su norme obsolete, si guar-
dasse avanti: a un mercato più libero
e concorrenziale e, quindi, più effi-
ciente».
MARCO MORINO