Farmacie, la Gehe fa rotta su Firenze

26/06/2001

Il Sole 24 ORE.com


Martedì 26 Giugno 2001  ore 10:29
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    Farmacie, la Gehe
    fa rotta su Firenze

    M.Mor.

    MILANO – Le farmacie comunali milanesi (86, di cui due dispensari) passano in via definitiva sotto il controllo del gruppo tedesco Gehe, leader europeo della distribuzione farmaceutica intermedia. Ieri in Comune l’amministratore delegato di Gehe Italia, Sante Fermi, ha consegnato al sindaco Albertini la ricevuta di versamento di 251 miliardi per l’acquisto dell’80% del capitale azionario di Afm Spa (l’azienda a cui fanno capo le ex farmacie municipali, ora privatizzate). «Si tratta della migliore operazione di privatizzazione conclusa nel settore della distribuzione farmaceutica al dettaglio» afferma Albertini. Dopo aver rilevato il pacchetto di maggioranza delle farmacie comunali di Bologna, Cremona, Prato e Milano (per un totale di 154 presìdi sanitari), il gruppo tedesco non alcuna intenzione di fermarsi. Anzi, l’obiettivo è di crescere ancora sul mercato italiano, con nuove acquisizioni. L’Italia, ricorda Fermi, è il terzo mercato in Europa nella distribuzione del farmaco. Su un totale di 16mila farmacie, 1.600 sono comunali e circa un terzo di queste si trovano in Comuni dove sono in attività più di tre farmacie. Tali Comuni, per legge, hanno la possibilità di gestire le farmacie attraverso la costituzione di una Spa e di scegliere la partnership con imprenditori privati. Al momento Gehe sta partecipando alle gare per la privatizzazione delle farmacie municipali di Firenze (21), Cesena (4) e Lissone (3), un piccolo Comune a Nord di Milano. «Gehe Italia — ricorda l’amministratore delegato — punta a creare una rete di farmacie con gli stessi servizi e lo stesso marketing, agendo su quattro leve strategiche: il personale, i servizi per la salute, le gestione e gli investimenti». E a proposito di investimenti, il gruppo tedesco ha già varato il piano-Milano: «Il capoluogo lombardo — spiega Fermi — rappresenta una straordinaria opportunità per la nostra azienda. Milano sarà un palcoscenico unico per mostrare ciò che sappiamo fare». È in programma, a breve, la ristrutturazione di 61 farmacie comunali, con una spesa di 23 miliardi (compresi gli aggiornamenti tecnologici). «Abbiamo anche previsto — spiega Fermi — un assortimento più ricco, nuovi metodi di selezione, presentazione e promozione dei prodotti e il miglioramento nella disposizione dei comparti». Per quanto riguarda la possibilità che il gruppo tedesco si faccia avanti anche in altre metropoli italiane (Roma, Torino), Fermi è prudente: «Bisogna vedere se questi Comuni decideranno di privatizzare le rispettive farmacie. Nel qual caso noi non ce ne staremo di certo con le mani in mano…».
    Martedí 26 Giugno 2001
 
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