Farmacie, Italia deferita alla Corte Ue

29/06/2006
    gioved� 29 giugno 2006

    Pagina 42 - Professioni

      Restrizioni

      Farmacie, Italia deferita alla Corte Ue

        di Gabriele Ventura

          Non si ferma la battaglia europea contro le restrizioni in tema di prestazioni dei servizi. Ed � ancora l’Italia a farne le spese, e in particolare il settore delle farmacie. L’esecutivo di Bruxelles, infatti, ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia (ultima tappa della procedura di infrazione) per le restrizioni imposte in tema di assunzione di partecipazioni e di propriet� delle farmacie che vendono al dettaglio (in contrasto con gli articoli 43 e 56 del trattato Ce).

          In particolare, la Commissione contesta �il divieto di acquisizione di partecipazioni da parte di imprese con un’attivit� di distribuzione di medicinali in societ� farmaceutiche private o in farmacie comunali’.

          La regolamentazione italiana, infatti, come interpretata dalla Corte costituzionale e come recentemente modificata dal decreto 591/2006 del 26 aprile scorso, prevede l’incompatibilit� tra l’attivit� di distribuzione e quella di vendita al dettaglio di prodotti farmaceutici. �Ci� comporta’, si legge nella nota della Commissione, �il divieto per le imprese attive nella distribuzione farmaceutica di assumere partecipazioni in societ� che gestiscono farmacie comunali nell’ambito del processo di privatizzazione delle farmacie comunali iniziato in Italia negli anni 90 e che verrebbe compromesso dalle disposizioni di legge che fissano queste incompatibilit�’.

          Nel mirino Ue anche la riserva di titolarit� di farmacie private ai soli farmacisti o alle persone giuridiche. �Tale esclusiva’, per Bruxelles, �impedisce l’acquisto di partecipazioni o lo stabilimento di farmacie che vendono al pubblico a tutti gli operatori che non sono in possesso del diploma di farmacista’.

          Le autorit� italiane, per giustificare le due restrizioni, hanno invocato gli obiettivi di tutela della sanit� pubblica: in particolare, la prima avrebbe lo scopo di evitare conflitti di interesse e la seconda di realizzare un migliore controllo delle persone che consegnano i medicinali ai pazienti. Ma la Commissione ritiene tuttavia �che le restrizioni contestate vadano al di l� di ci� che � necessario per raggiungere l’obiettivo di tutela della salute’. Sotto osservazione Ue anche i settori delle farmacie di Austria e Spagna.