Farmacie in comunali sciopero

05/04/2011

MILANO HANNO DECISO di incrociarele braccia per quattro ore i farmacisti delle "comunali". Sciopero e presidio (alle 15) di protesta davanti alla sede Rai in corso Seni- pione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso delle proteste è stata la richiesta di «azzerare tutta la contrattazione aziendale precedente, diritti guadagnati in 37 anni» che si è aggiunta a quella di «riconoscere il premio di produttività ai nuovi assunti dopo il terzo anno di servizio e la disapplicazione a questi lavoratori di una serie di benefici economici. Troppo per il sindacato (Cgil,Cisl e Uil) che durante un anno di trattativa aveva dato ampia disponibilità a trattare. Ad esempio a ridurre l`indennità di rapina da 250 euro a 100 e, tra le altre cose, a rivedere anche il meccanismo di calcolo e del valore del premio di produzione.

LA PROPRIETÀ DELLE farmacie comunali è saldamente in mano a Palazzo Marino che ceduto" la gestione ad Admenta Italia spa, holding italiana della società tedesca Celesio Ag, leader a livello europeo della distribuzione farmaceutica al dettaglio e intermedia. «Ma i problemi sono tanti anche perchè mal si concilia la mission delle farmacie comunali con l`intento prevalente, semprepiù esplicito, di fare solo profitto», denuncia Vito Schiavone che sentinelle della salute sul territorio comunale, protesta no i lavoratori dell`Azienda Far macie Comunali che hanno preso carta e penna e inviato una lettera aperta al sindaco Letizia Moratti. «Purtroppo in questi anni di gestione da parte del gruppo Admenta – scrivono i dipendenti tutti i valori che ci distinguevano dai privati, come la massima attenzione posta alle classi sociali meno abbienti, sono stati disattesi. Il cittadino che è unico proprietario dei beni comunali, e che paga fior di tasse per poterli mantenere al proprio servizio, viene spesso trattato come pollo da spennare, ed in tale senso vengono educati i nuovi farmacisti da parte della classe dirigente del gruppo Admenta».

Secondo i lavorato ri «alcune delle nostre farmacie hanno abdicato al 95% del loro nome, trasformandosi in DocMorris con un piccolissimo angolo che ricorda nell`insegna l`appartenenza al Comune di Milano.