Farmacie: Gehe fa rotta su Milano

21/09/2000

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Giovedì 21 Settembre 2000
italia – economia
Farmacie
: Il colosso tedesco in prima fila nelle privatizzazioni varate dai Comuni. Gehe fa rotta su Milano. Dopo gli sbarchi a Bologna e Cremona, nel mirino ci sono anche Prato e Cesena

MILANO Dopo l’acquisizione delle 36 farmacie comunali di Bologna e delle 15 farmacie municipali di Cremona (nel primo caso la quota rilevata è stata del 79,94%, nel secondo del 78,003%), il colosso tedesco Gehe — leader in Europa della distribuzione al dettaglio di farmaci e prodotti per la salute — volge il suo sguardo su Milano. Ma non solo. Nel mirino della società (che nel ’99 ha sviluppato un fatturato consolidato di oltre 26.300 miliardi) ci sono tutti i Comuni italiani, in primis Prato e Cesena, che hanno deciso di privatizzare le rispettive farmacie municipali.

Da Cremona, dove ieri è avvenuto il passaggio formale del pacchetto azionario dell’Azienda farmaceutica municipale, Sante Fermi, amministratore delegato di Gehe Italia, parla delle strategie prossime venture del gruppo tedesco nel nostro Paese. «Il mercato italiano della distribuzione del farmaco — afferma Fermi — è il terzo come dimensione in Europa e con buoni trend di crescita. In Italia vi sono 1.600 farmacie comunali su un totale di 16mila. In molti Comuni si stanno avviando degli importanti processi di privatizzazione. È chiaro che il progetto Milano, per le dimensioni dell’operazione e per la valenza strategica della città, non può che assumere una posizione di rilievo nei piani del nostro gruppo. Ma non c’è solo Milano. Il gruppo Gehe — continua Fermi — si offre come partner di tutti i Comuni italiani nella gestione delle farmacie, avviando una collaborazione reale che mira a incrementare notevolmente la qualità del servizio offerto e dunque la soddisfazione del consumatore. Per questa ragione la formazione riveste un ruolo cruciale nella nostra politica. Usando uno slogan possiamo dire che la missione di Gehe è fare delle nostre farmacie un modello di riferimento per le farmacie in Italia».

Dalla cessione delle 84 farmacie di sua proprietà, il Comune di Milano si aspetta di realizzare un introito compreso tra i 250 e i 300 miliardi. «È presto per parlare di cifre — ribatte Fermi — prima dobbiamo studiare con attenzione il progetto-Milano e poi valuteremo se e quale offerta presentare all’appalto-concorso. Ma vorrei sottolineare un aspetto: la miglior tutela dei livelli occupazionali in farmacia — spiega Fermi — è data non solo dagli aspetti contrattuali ma dagli investimenti, offrendo cioè servizi che il singolo farmacista non è in grado di offrire. Ed è la strategia che abbiamo applicato, con risultati lusinghieri, a Bologna, dove abbiamo rinnovato cinque farmacie su 36: migliorando i servizi, si genera nuova occupazione».

Marco Morino