Farmacie, Commercio e Fs: in arrivo raffica di scioperi

20/12/2007
    mercoledì 19 dicembre 2007
    Pagina Economia

    LA PROTESTA

    Farmacie, Commercio e Fs
    in arrivo raffica di scioperi

      Nuova raffica di scioperi in arrivo. Venerdì e sabato tocca ai lavoratori del commercio aderenti a Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che operano presso ipermercati, supermercati, negozi ecc. I sindacati hanno chiesto, come già avvenuto nel recente passato, l’adesione anche dei consumatori per penalizzare gli acquisti natalizi. Alla base della protesta il mancato rinnovo del contratto di categoria, scaduto da 11 mesi.

      Sempre dopodomani, venerdì, scioperano gli addetti di Telecontact, società di call center di Telecom Italia. Chiedono di passare da un part time di 4 ore ad uno di almeno 6 ore per raggiungere livelli salariali più dignitosi.

      Altra astensione dal lavoro, sempre venerdì, quella dei dipendenti delle farmacie private: ce l’hanno con Federfarma che impedirebbe la riapertura del confronto per il rinnovo contrattuale.

      Sciopero annunciato invece per gennaio quello dei sindacati del personale delle ferrovie. Sarà a livello nazionale e si svolgerà – salvo revoche – il 26 e 27 gennaio prossimi. Lo hanno proclamato le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Fast, Ugl, Orsa. La protesta inizierà alle ore 21 del 26 gennaio e terminerà alla stessa ora del 27 gennaio 2008. I sindacati hanno in programma un incontro oggi con il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Alla base della protesta, l’emendamento in Finanziaria che configurerebbe una separazione tra le tratte ferroviarie redditizie e il resto del servizio. «Gli impegni sottoscritti sono stati disattesi. Si sommano negativamente – si legge in una lettera dei sindacati all’azienda – le decisioni che il Parlamento sta assumendo attraverso gli emendamenti alla legge Finanziaria e l’aggravarsi dei problemi aperti dal Gruppo Fs. Il Governo ha presentato un emendamento alla legge Finanziaria che smentisce e ribalta i contenuti dell’intesa raggiunta il 18 luglio 2007, per ciò che riguarda il servizio universale. L’atto del Governo è una grave violazione degli impegni sottoscritti. Si configura, contrariamente a quanto previsto nell’intesa di luglio, una separazione netta tra il servizio ferroviario commercialmente redditizio e il restante servizio, che rappresenta la parte prevalente». Secondo i sindacati «si tratta di un colpo di mano che realizza una forma di liberalizzazione sbagliata e nociva per gli interessi della collettività, privatizzando gli utili e socializzando le perdite».