“Farmacie” Attività «ereditarie» : dubbi Ue

06/06/2005
    sabato 4 giugno 2005

      PRIMO PIANO – pagina 4

        Attività «ereditarie» : dubbi Ue

          SARA TODARO

          ROMA • Farmacie sotto schiaffo dentro e fuori i confini nazionali. A dare supporto alle accuse di monopolio fiorite in seguito alle polemiche sui listini « C » , ci si è messa anche la Commissione Ue, convinta che la legislazione italiana in materia di partecipazioni o titolarità di società di gestione di esercizi farmaceutici sia quasi tutta da rifare.

          Secondo Bruxelles, infatti, il trattamento di favore garantito ai titolari “ in carne e ossa” rispetto alle persone giuridiche, nonché le ulteriori garanzie concesse agli eredi, vanno ben oltre le ragioni di ordine, sicurezza o sanità pubblici in base alle quali il Trattato delle Comunità europee concede deroghe rispetto alla diritto di libertà di stabilimento e di libera circolazione di capitali all’interno della dell’Unione.

          A sostenerlo è la lettera con cui la Commissione Ue ha annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia in relazione alla privatizzazione delle farmacie comunali milanesi, concedendo due mesi di tempo per le controdeduzioni.

          Ne lmirino della Commissione sono finite anche le norme della legge
          (362/ 1991) di riordino del settore farmaceutico, che vietano alle persone fisiche non in possesso di un diploma di laurea in farmacia e alle persone giuridiche non composte da farmacisti di assumere la titolarità di farmacie private.

          Su entrambi gli aspetti il messaggio adombra dubbi di scarsa proporzionalità, facendo riferimento anche alla norma secondo cui in caso di decesso del farmacista titolare, il coniuge o l’erede possono mantenere il diritto di gestione fino al compimento del trentesimo anno d’età ovvero per 10 anni se entro un anno si iscrivono a una facoltà di farmacia.

            « La qualifica di farmacista — dice Bruxelles — è giustificata solo per quanto riguarda le relazioni con clienti e fornitori » , mentre non lo è sul fronte della titolarità e della gestione, « dal momento che in ogni farmacia è presente un farmacista responsabile » . Obiezioni che si specchiano in un Ddl “ trasversale” ( primo firmatario il verde Francesco Carella), assegnato al Senato ma nei cassetti dal 2002, che tra l’altro limita a due anni il diritto subentro nella gestione da parte degli eredi, per poi affidare nuovamente il presidio alle graduatorie regionali.