Farmaci, nasce Cimifar distribuzione

01/12/2005
    mercoledì 30 novembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA- Pagina 16

      Farmaci, nasce Cimifar distribuzione

        ROMA- Comifar consolida e rafforza la sua leadership in Italia nel mercato della distribuzione dei farmaci. La società – controllata per l’84,1% dalla tedesca Phoenix, che con 17,8% mld di fatturato è il secondo colosso europeo del settore – vara domani la fusione con Adivar Comifar e si prepara alla sfiada dei prossimi anni già pensando a nuove acquisizioni. Guardando in tempi medi anche alla possibilità di sbarcare in Borsa. Il fatturato totale del gruppo si avvia a 2,4 mld per il 2005, una quota che si conta di conservare anche nel 2006.

        «Comifar distribuzione – questo il nome della nuova società operativa – si presenta ai nastri di partenza con un potenziale di 32 magazzini sparsi in tutta Italia. 1.700 dipendenti, 12mila clienti e una quota di mercato nazionale – che nel 2005 sarà in totale di 12,5 mld – vicina al 20%, contro il 17% circa di Alliance Unichem – intorno al 20 per cento. Frutto, questo, anche del complesso di attività delle società satelliti: Grossfarma distribuzione spa (in Sicilia), Difarma spa (in Sardegna) Afam spa (che detiene le 21 farmacie ex comunali di Firenze) e la recente partecipazione in Farmaceutica Bolognese spa. Un pacchetto complessivo che è detenuto dalla holding Comifar spa, nella quale, oltre alla quota preponderante di Phoenix, partecipano come soci 400 farmacisti (6,8% di quote) e la società farmaceutica Angelini (9,1%).

        Proprio col gruppo Angelini era stata creata la joint venture che nel 2001 ha dato vita alla A&C Adivar Comifar. La nuova dimensione della holding la situerebbe tra i primi 60 gruppi italiani. Con una distribuzione capillare in tutta Italia e oltre 80mila referenze tra farmaci, parafarmaceutici, prodotti omeopatici e di medicina naturale, veterinaria, materie prime e attrezzature di laboratorio. Un mercato che è particolarmente ribusto nel Nord-Ovest e nel Nord-Est (30-35% del totale), ma con punte rilevanti anche a Roma (circa 30%).

        Che per Comifar sia tempo di sbarcare in Borsa, è presto per dirlo. Non lo nega però l’ad Mauro Giombini: «Potrebbe essere senz’altro una dimensione da studiare in chiave prospettica», afferma. E per il futuro la società guarda ad altre acquisizioni, dopo lo shoppingh realizzato in questi anni: Pensiamo ad acquisizioni selettive, sia per area che per tipologia di interlocutori», afferma ancora Giombini.

        Le prospettive per il 2006 sono di un consolidamento dell’attuale livello di fatturato: «molto dipende dai provvedimenti governativi sui prezzi e sui ripiani», continua l’ad di Comifar. Uno dei rischi è, infatti, la possibilità prevista dalla Finanziaria 2006 di far partecipare anche i grossisti (con industrie e farmacie) al ripiano di una parte dello sfondamento della spesa farmaceutica pubblica. Sui margini della distribuzione (e dei farmacisti), intanto, uno studio del Cesav dell’Istituto mario Negri (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri ha affermato essere tra le cause principali della crescita dei prezzi dei farmaci di classe «A», mentre i listini ex factory sono i piùbassi in Europa.

          R.TU.