Farmaci al supermercato? Perché sì

19/05/2006
    venerd� 19 maggio 2006

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    PROPOSTE – IPER DISCOUNT DAI PREZZI COMPETITIVI
    di Fabrizio Gianfrate

      Farmaci al supermercato? Perch� s�

        Anticipiamo ampi stralci del Focus dell’Istituto Bruno Leoni Farmaci al supermercato�, curato da Fabrizio Gianfrate (Universit� di Ferrara).

          I medicinali da automedicazione, OTC o �da banco�, rappresentano ad oggi in Italia 11% circa della spesa� farmaceutica. Tuttavia mentre i medicinali con obbligo di prescrizione sono a carico dello Stato, essi �pesano� direttamente sulle tasche dei cittadini, essendo pagati direttamente. Negli ultimi cinque anni, i farmaci da banco hanno fatto registrare aumenti medi piuttosto sensibili e ripetuti, con valori di mercato che, a volumi relativamente costanti (se non in diminuzione) sono passati da 1,7 miliardi di euro circa nel 2000 agli attuali 2,8. Un trend inflativo rilevante che ha suscitato interesse e preoccupazione in pi� parti. Ne � esempio la promulgazione del decreto Storace (138/2005) di fine 2005, quello che consente un possibile sconto fino al 20% da parte del farmacista, poi risultato scarsamente efficace per la sua evidente debolezza intrinseca data appunto dalla facoltativit� di applicazione del ribasso del prezzo. Nel frattempo � stata consegnata al Parlamento, dopo la specifica raccolta di firme, una proposta di legge di iniziativa popolare da parte della Coop, finalizzata a consentire la vendita degli OTC nella grande distribuzione organizzata (Gdo) ovvero permettere a super ed ipermercati di vendere i farmaci da banco. La proposta contiene alcune condizioni qualificanti di rilievo: la collocazione dei farmaci in appositi spazi o �corner �; la presenza di un farmacista iscritto all’ordine professionale; la possibilit� per il supermercato di stabilire liberamente l’entit� degli sconti sul singolo farmaco; Il divieto di praticare offerte promozionali del tipo, ad esempio, �prendi tre e paghi due�. Coop ha in proposito dichiarato che sarebbe in rado di applicare prezzi scontati dal 20% al 50% rispetto agli attuali. Non sarebbe cosa a poco per il consumatore.

          Le aziende produttrici di farmaci hanno per ovvi motivi mediamente poca conoscenza del mondo dei super ed ipermercati. E viceversa. In Italia ci sono circa 300 ipermercati e circa 8000 supermercati. Il loro
          fatturato si aggira sui 90 miliardi di euro, con per� un trend negativo
          dal 2004, indice di un cambiamento nel comportamento del consumatore verso una scelta pi� price sensitive dei prodotti di largo consumo.

          Le risposte della Gdo negli ultimi anni sono state molteplici: apertura di nuovi concetti come i discount (soft ed hard-discount, questi ultimi apparsi nel ’94, sebbene inizialmente senza grosso successo), introduzione delle referenze �primi prezzi� negli scaffali di super e iper per controbattere i discounter e, infine, creazione del marchio di
          distributore o Private Label. Quest’ultimo fenomeno � sicuramente
          il pi� importante.

          Vista la competizione esistente fra le diverse grandi catene di distribuzione della Gdo per attrarre il consumatore, la vendita del medicinale potrebbe in un primo momento offrire un posizionamento di prezzo sensibilmente pi� competitivo della farmacia. Una riduzione di cui si farebbe carico la sola Gdo abbassando i propri margini. La reale convenienza per la Gdo verrebbe con il lancio di marchi propri, i Private Label, anche in questa categoria. La sfida risiede dunque nell’accettazione del consumatore ad acquistare l’antidolorifico, lo sciroppo o l’antiacido Coop o Auchan, tanto per fare qualche esempio, come del resto gi� � stato fatto di recente con il latte sostitutivo per bambini (Coop). Viste le suddette criticit� ad essere competitivi sui prezzi dei medicinali di marchio, il Private Label appare un modo di elezione per avere un posizionamento di prezzo ed una redditivit� interessante a lungo termine.

            Ne conseguirebbe poi, nel medio termine, un trascinamento verso il basso da parte dei Private Label dei prezzi degli analoghi branded. Per il consumatore si accrescerebbero i vantaggi attraverso una spinta concorrenziale ed efficientista nel sistema.