Farà studi e formazione sindacale. In attesa delle elezioni

14/10/2010


Non se ne starà con le mani in mano. Guglielmo Epifani il 3 novembre prossimo, dopo 8 anni di mandato, darà l’addio alla Cgil che eleggerà Susanna Camusso nuovo segretario generale. Per lui è già pronto il nuovo impiego: una super fondazione targata Cgil che farà da centro studi e da ente di formazione sindacale.

Ma potrebbe essere un ripiego di breve periodo. Perché Epifani continua a essere corteggiatissimo dal Pd di Pierluigi Bersani che vorrebbe candidarlo alle prossime politiche. Nonostante il diretto interessato abbia sempre smentito, lo sbocco politico continua a essere il più gettonato per un uomo che ha fortemente personificato le battaglie sindacali di Corso d’Italia, come già accaduto al predecessore, Sergio Cofferati.

Il mandato di Epifani sarà ricordato probabilmente come il periodo di maggiore crisi per il sindacato, segnato dalla fine della Triplice. La Cgil è divisa al suo interno, con una sinistra antagonista che non ha sostenuto Epifani e che pure lo ha fortemente condizionato. Al punto da non consentirgli, nell’ultimo periodo di aggravamento della crisi economica e dei rapporti istituzionali, di uscire dall’angolo in cui è stato stretto dai continui no, al governo, a Confindustria, alle piccole e grandi imprese, a Cisl e Uil. «Dobbiamo tornare a essere un paese che ha senso del proprio futuro, dare nuova centralità al tema della contrattazione che è senso di agire collettivo», spiegava ieri da Venezia la Camusso, indicando la nuova rotta del sindacato, «dobbiamo giocarci tutto in una chiave collettiva e non singola, in un momento in cui la politica sta dando il peggio di se stessa, segno di degrado profondo del paese. Teniamo presente che con i nemici c’è l’autoritarismo, con la solidarietà c’è la democrazia». Un invito a un discorso collettivo e plurale che è guardato con interesse e attesa dagli ex alleati di Cisl e Uil. E molti, anche interni a Corso d’Italia, sono pronti a scommettere che con l’arrivo della Camusso il potere contrattuale dei duri e puri della Fiom sarà ridimensionato. Intanto, Epifani potrà dedicarsi alla nuova creatura che unificherà la fondazione Bruno Trentin, il centro studi dell’Ires e l’Isf, l’istituto di formazione. Una posizione da cui continuare a intervenire nel dibattito politico ed economico del paese e intanto formare le nuove leve sindacali. Ma in caso di elezioni anticipate a marzo, i rumors parlano di un suo cambio definitivo di rotta a favore della politica. Una discesa in campo che rischia di innescare nuove tensioni tra i democratici: la rottura delle passate settimane, poi rientrata, degli ex popolari capitanati da Beppe Fioroni rispetto alla linea di Bersani è stata motivata anche dall’appiattimento del partito sulle tesi della Cgil rispetto a quelle della Cisl di Raffaele Bonanni. Interprete sindacale, quest’ultimo, delle stesse istanze degli eredi della Dc. Con un Epifani schierato con il Pd, l’asse del partito andrebbe ancora di più a sinistra. Salvo bilanciamenti da contrattare.