Famiglie senza soldi, consumi fermi

20/06/2003

    venerdì 20 giugno 2003

    Famiglie senza soldi, consumi fermi
    Confesercenti chiede aiuti urgenti: un’emergenza così non si vedeva da anni

    Laura Matteucci

    MILANO Rilanciare i consumi e sostenere il turismo e la sicurezza attraverso misure finanziate con parte del surplus del gettito del condono. Come dice Marco Venturi, presidente di Confesercenti, che ieri ha tenuto l’assemblea annuale: «La crescita dei consumi è del
    tutto insoddisfacente, ma certo la soluzione non può essere quella delle rottamazioni»,
    che «si sono già dimostrate inefficaci, ed utili soprattutto ad alcuni produttori stranieri».
    E ancora, parlando delle piccole e medie imprese: «Noi stiamo lanciando un grido d’allarme al governo e al parlamento: attenzione, intervenite o migliaia di imprese chiuderanno.
    Una fase così negativa non si vedeva da molti anni». Venturi parte da un dato di fatto:
    l’andamento della finanza pubblica continua a mostrare segnali di sofferenza.
    In assenza della manovra prospettata dalla confederazione in Finanziaria, il deficit pubblico salirà al 2,4%, per effetto della minor crescita. Anche sul versante entrate per Confesercenti si prospetta un quadro più fosco: nonostante il minor gettito connesso al primo modulo
    dell’Irpef, nel 2003 il livello della pressione fiscale in rapporto al pil dovrebbe raggiungere, anche per effetto del condono, il 41,8% contro il 41,6% dell’anno scorso. Di più: «Per rispettare gli obiettivi orientati al futuro azzeramento del deficit, la Finanziaria 2004 dovrà reperire almeno 18 miliardi tra risparmi e maggiori entrate».
    Confesercenti prospetta un pacchetto di rimedi, fondati sui tre pilastri: rilancio dei consumi, sostegno del turismo e sostegno della sicurezza. Al posto delle rottamazioni propone, come misura anticongiunturale, un bonus nominativo di 100 euro per i giovani tra i 18 e i 25 anni, da utilizzare per l’acquisto di beni durevoli e semidurevoli e chiede di estendere la pensione minima ad una più ampia platea di beneficiari.
    L’altro intervento immediato che Venturi chiede al governo è un incentivo al turismo e, in particolare, l’abbattimento dell’Iva. Si tratterebbe di una manovra con costi sopportabili, 1 miliardo di euro circa. Quanto al sostegno alla sicurezza, Venturi ritiene necessario varare
    specifici incentivi a favore delle piccole e medie imprese commerciali, attraverso il Fondo previsto dall’ultima Finanziaria, per l’acquisto di telecamere da collegare con le centrali della Polizia e dei Carabinieri.
    Confesercenti chiede al governo anche il prosieguo della riduzione della pressione fiscale per le famiglie e per le imprese, con interventi diretti soprattutto alle pmi. «La riduzione dell’Irpef, che doveva rappresentare il piatto forte della riforma, rischia di impantanarsi nelle difficoltà dei conti pubblici e nella iniquità della destinazione delle risorse», afferma Venturi, secondo cui, tenendo conto della maggiore propensione al consumo dei titolari di redditi
    medio-bassi, la riforma andrebbe modificata a loro favore.
    Analogo ragionamento Confesercenti lo fa per le imprese, sottolineando la necessità di un diverso trattamento tra grandi e medio-piccole, queste ultime protagoniste della creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro negli ultimi 5 anni. Venturi, contrario alla proposta di abolire l’Irap, rivendica una riforma dell’Irpeg che, oltre all’aliquota ordinaria del 33%, ne preveda una seconda ridotta per le piccole e medie imprese, e suggerisce un’aliquota del 23%.