Famiglie più povere del 4%, come nella recessione del ’92

11/02/2010

Con la crisi il reddito medio è sceso a 2.679 euro mensili Crolla ancora la produzione industriale, meno 17%
ROMA— La crisi ha reso più poveri gli italiani. Il calo del reddito nel biennio 2006-2008 — pari al 4% in termini reali e del 2,6% tenendo conto dei cambiamenti nella composizione dei nuclei familiari— è simile a quello registrato nella precedente recessione, degli anni 1991-1993. A dirlo, con tanto di numeri e percentuali, è la Banca d’Italia nella sua indagine campionaria sui bilanci delle famiglie: l’analisi si ferma a fine 2008 e quindi non tiene conto dell’ulteriore, più accentuata caduta dell’economia nel 2009. Che invece proprio ieri è stata confermata dal dato sulla produzione industriale, che ha chiuso lo scorso anno con un calo del 17,4% rispetto al 2008, la punta più bassa dall’avvio della serie storica nel 1990. «Confidiamo che la ripresa, pur se con selettività, progressivamente ci consenta di recuperare» ha commentato il ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi. mentre l’Isae ha previsto un aumento del 2% nel primo trimestre di quest’anno.
La crisi e le famiglie. Secondo la Banca d’Italia, nel 2008 il reddito familiare medio al netto di imposte e contributi è stato di 2.679 euro mensili con un 20% che sta sotto i 1.281 euro e un 10% che sta sopra i 4.860 euro; il reddito mediano è pari a 2.174 euro. La concentrazione dei redditi è risultata sostanzialmente in linea con quella rilevata negli anni passati mentre è cresciuta, di ben due punti percentuali, al 27,8% la quota delle famiglie indebitate ma resta invariato il grado di vulnerabilità finanziaria (incidenza della rata dei mutui sul reddito) pari a circa il 17%. Nel 2008 infine la ricchezza familiare netta (immobili, titoli aziende, depositi) al netto di debiti e mutui presenta un valore mediano di 153 mila euro. Ma a detenere poco meno della metà dell’intera ricchezza (il 45%) continua ad essere il 10% delle famiglie.