Famiglie, più debiti e meno depositi

09/03/2011


ROMA – Più debiti e meno soldi nel conto. E soprattutto, tassi in rialzo per chi accende un mutuo e per chi fa ricorso ai crediti al consumo. Le famiglie e la crisi, secondo la Banca d´Italia: è uno studio fitto di numeri, utili per capire le difficoltà in cui si dibattono gli italiani.
Perciò, a gennaio, su base annua, i prestiti chiesti dalle famiglie aumentano del 5%. Al contrario i depositi dell´intero settore privato, inclusi quindi i nuclei familiari, scendono dell´1,7% sempre su base annua.
Altro capitolo: sono più cari i mutui e i prestiti chiesti dalle famiglie. A gennaio il tasso sui mutui per l´acquisto di case sale al 3,36% dal 3,18 di dicembre: è il livello più alto dalla fine del 2009. I tassi sul credito al consumo aumentano invece di quasi mezzo punto, fino all´8,78% (8,33 di dicembre). Gli interessi riconosciuti sui conti correnti registrano una lieve limatura (a 0,35%); lo stesso per i tassi passivi sui depositi (a 0,69%). Per le imprese, a gennaio, i tassi sui nuovi finanziamenti sono scesi di 10 punti base, al 2,69%: il calo è guidato dai tassi sui prestiti superiori a 1 milione di euro.
Il quadro generale potrebbe cambiare se è vero, come ipotizza il presidente della Bundesbank, Axel Weber, che quest´anno la Bce aumenterà i tassi fino a quota 1,75%. Se così fosse, il costo del denaro costerebbe di più per tutti. Il primo ritocco è atteso per aprile.
Ancora dati, questa volta dal Cerved: l´anno scorso sono fallite più di 11mila imprese. E´ il valore più alto da quando, tra il 2006 e il 2007, è stata riformata la disciplina sulle crisi aziendali che ha escluso dall´ambito di applicazione della norma un numero rilevante di piccole aziende. Secondo questo studio, le procedure di bancarotta sono aumentate del 20% rispetto al 2009, anno che già aveva visto una crescita del 25% rispetto al 2008. Nel quarto trimestre del 2010 tuttavia si registra una flessione dell´8,8% delle procedure di fallimento aperte, rispetto ai picchi di luglio e settembre.
Famiglie senza liquidi, imprese che chiudono. Gli esperti della Banca d´Italia tengono a precisare che tutti i dati risentono di una discontinuità statistica dovuta al fatto che, da giugno 2010, le banche hanno riconosciuto nei bilanci larga parte dei prestiti che erano stati precedentemente cancellati a causa di operazioni di cartolarizzazione. Ne discende, a partire da quella data, una distorsione verso l´alto nella dinamica dei prestiti e di altri aggregati .
Inevitabili le polemiche. Il Pd, guardando all´aumento dei prestiti e al calo dei depositi, parla di dati «allarmanti» che «riguardano direttamente uno dei pilastri della nostra economia che ha consentito di reggere anche nei momenti di massima difficoltà". I consumatori già calcolano che con i mutui più cari sono a rischio almeno 30 mila famiglie. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, denuncia il "cartello" sui costi annunciati dalle banche per i prelievi allo sportello e chiede al governo, a Bankitalia e all´Antitrust di intervenire.
Lo studio di Via Nazionale segnala anche che a gennaio, il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, sale al 4,8% (a dicembre 3,6); quello sui prestiti alle società non finanziarie aumenta al 4,2% (2 a dicembre); invariato al 5% quello per il credito alle famiglie. Il tasso di crescita delle sofferenze resta al 30%.