Fallimento gruppo Ferri: oggi vertice a Palazzo Chigi

10/02/2004

BARI

MARTEDÌ 10 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina III
 
 
IL CASO
Si cerca una soluzione per i lavoratori. Le prospettive sono difficili

Fallimento del gruppo Ferri oggi vertice a Palazzo Chigi
          I soci di riferimento dell´Arepo giovedì decideranno se investire o liquidare
          Liquidatori e sindacalisti incontreranno a Roma Gianfranco Borghini

          ILARIA FICARELLA


          Sarà un martedì carico di aspettative per il futuro del Gruppo Ferri. Questa mattina, i curatori fallimentari, i liquidatori e i rappresentanti sindacali incontreranno a Roma Gianfranco Borghini, responsabile della task force per l´occupazione della presidenza del Consiglio dei Ministri. Intanto, i soci di riferimento dell´Arepo (la società nata da una costola del Gruppo di Corato, che ha preso in carico la quasi totalità dei punti vendita Ferri) terranno oggi un incontro preliminare in vista del consiglio d´amministrazione che si svolgerà al più tardi giovedì per definire le strategie: investire o liquidare. E mentre i vertici delle società fanno le loro mosse, continua la protesta dei lavoratori: dei 73 assunti con contratti a tempo determinato (un mese) dalla Europrogea per portare a termine una commessa dell´Arepo, 30 hanno rifiutato l´accordo siglato dai segretari provinciali dei sindacati e insistono per incontrare il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto.
          Resta ancora in stand by la situazione del Gruppo Ferri. Ma l´incontro romano di questa mattina potrebbe segnare una svolta nella vicenda. A Gianfranco Borghini, i responsabili della curatela fallimentare e i rappresentanti sindacali chiederanno l´impegno del governo per cercare una soluzione sia alla sorte, ancora tutta da definire, dei 270 posti di lavoro a rischio per i quali è stata chiesta la cassa integrazione (e ancora non è arrivata alcuna risposta dall´Inps), sia al futuro della holding. «Nel corso dell´incontro – spiega Riccardo Zingaro, curatore fallimentare della Ferri – verrà affrontata la problematica nel suo complesso. Sia per quel che attiene alla questione occupazionale, sia per il futuro aziendale. Personalmente parteciperò solo in qualità di osservatore». A Corato invece, i soci di Arepo si incontreranno oggi per valutare la relazione tecnica elaborata dal legale della società, Nicola Giorgino. Dal vertice odierno dovrebbero venire le linee guida per il cda che si riunirà domani o giovedì. «Le alternative sono due – spiega Giorgino – Arepo potrebbe decidere o di investire nel Gruppo oppure di interrompere il rapporto risolvendo il contratto e quindi procedendo alla liquidazione di tutte le sopravvenienze».
          Vicenda a parte è invece quella dei 30 dipendenti del Gruppo leader della grande distribuzione non alimentare che hanno deciso di non aderire alla proposta di Europrogea. La settimana scorsa, in seguito a un incontro fra i lavoratori, i sindacati, l´Europrogea e l´Arepo, era stato raggiunto un accordo che prevedeva l´assunzione per 30 giorno (117 ore lavorative in totale) di 73 dipendenti, per far fronte a una commessa di Arepo per una promozione di prodotti partita lo scorso 6 febbraio. Soltanto 43 hanno deciso di accettare. Gli altri 30 hanno chiesto un incontro al prefetto di Bari, Tommaso Blonda, e al presidente Fitto. «Vogliamo più certezze di quelle che ci può garantire l´accordo – dicono – E siamo disposti anche a lasciare da parte i sindacati, se le uniche soluzioni che sanno proporci sono queste».