Facile snobbare lo sciopero Cgil

28/10/2002

            domenica 27 ottobre 2002

            SETTIMANA
            MEDIASETTE
                di Silvia Garambois

                FACILE SNOBBARE
                LO SCIOPERO CGIL

                Per Emilio Fede è stata la settimana
                del «sociale»: droga e omosessualità.
                Ha incominciato lunedì con una campagna
                di sostegno (economico) ai centri
                di recupero, interviste e testimonianze,
                che ha avuto il suo clou nella pubblica
                dichiarazione: «Anche io, nel mio
                piccolo». E don Benzi di rincalzo: «Sì,
                ogni tanto arriva il tuo assegno». Emilio!
                Non si fa! Dice il Vangelo «la destra
                non sappia quel che fa la sinistra…».
                Poi sono arrivate le nozze gay,
                le prime in Italia – anche se al consolato
                francese – e il Tg4 ha lanciato il
                sondaggio, con una domanda secca:
                «Accettarle?». Il No è rapidamente arrivato
                all’82 per cento. E qui Fede ha
                tentato un sermoncino («Io conosco il
                mio pubblico»), un po’ criptico, sui valori
                della tolleranza. Il giorno seguente
                ci ha fatto sapere che era stato «apprezzato».
                Abbiamo apprezzato anche noi.
                Per Enrico Mentana, invece, è stata
                la settimana in attesa dello scoop da
                Mosca: voleva essere il primo. Il suo,
                notoriamente, è un tg interrotto dalla
                pubblicità, e giovedì – annunciando gli spot –
                ha avvertito il suo pubblico: restate sintonizzati,
                ci sono notizie daMosca. Ci sono notizie?
                E allora perché non darle immediatamente?
                all’informazione nonserve il pathos dell’attesa,
                non è una soap opera. Alla ripresa in studio, la
                smentita: «Clima di incertezza, ma nessuna vera
                notizia».
                Venerdì ha aperto il Tg5 dicendo che in quel momento
                scadeva l’ultimatum: linea aperta con Mosca, si
                attendono gli spari dentro al teatro. E poi:
                «Nessuno sparo, al contrario sono stati liberati
                quattro ostaggi». Per stasera, niente morte in
                diretta.
                Vale la pena dare un’occhiata ai titoli Mediaset sullo
                sciopero della Cgil e su Previti, così come li ha registrati
                l’Osservatorio ds sull’informazione radi-otv.
                Il 18, giorno dello sciopero, i tg Rai – chi più, chi meno
                - segnalano «Contro la politica economica del governo
                aderiscono milioni per Epifani, che dice: Cisl e Uil
                hanno perso un’occasione» (Tg1). In casa Mediaset
                è un’altra musica: «Il giorno della Cgil. Ma lo sciopero
                generale voluto da Cofferati, finisce per dividere
                tutti. Siamo un milione in piazza esulta il nuovo segretario
                Epifani. Non ce ne siamo accorti, risponde la Uil.
                Mentre la Cisl denuncia arroganti picchettaggi.
                Si divide anche la sinistra» (Studio Aperto);
                «Giornata di sciopero proclamato dalla Cgil.
                Cortei, comizi e polemiche. Disagi nel trasporto pubblico,
                anche se molti treni hanno comunque viaggiato.
                Dissociati Cisl-Uil ma anche altri sindacati, giudicandolo
                uno sciopero ispirato politicamente.
                Critiche nel centro-sinistra» (Tg4); «Comizi e cortei in
                120 città italiane per lo sciopero generale indetto dalla
                sola Cgil, contro la Finanziaria e il Patto per l’Italia.
                Dura polemica tra i sindacati sull’adesione. Un milione di
                lavoratori in piazza secondo gli organizzatori.
                Ma Cisl e Uil parlano di sciopero fallito» (Tg5).
                E la richiesta di 13 anni per Previti? Fede non fa neppure
                il titolo (ma intervista Schifani per telefono), Mario
                Giordano evidenzia il commento dell’imputato («È pazzesco»),
                Mentana fa di più: intervista Previti.