Faccia a faccia Camusso-Sacconi il ministro: “I soldi per la Cig ci sono”

02/02/2011

ROMA – Primo faccia a faccia ieri mattina tra Susanna Camusso, da tre mesi segretario generale della Cgil, e Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro. Oggetto: le risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali nel corso di quest´anno. Non il disgelo tra il leader del sindacato di fatto all´opposizione e il ministro di fatto anti-Cgil, ma almeno l´inizio di un nuovo metodo di dialogo. Un passo avanti rispetto agli scontri degli anni passati.
L´incontro è stato chiesto dalla Camusso, preoccupata per la possibilità che già nella prima parte dell´anno possano finire le risorse per la cassa integrazione in deroga cresciuta di oltre il 206 per cento nell´ultimo mese del 2010. Allarme ingiustificato, secondo Sacconi, che ieri ha garantito per tutto il 2011 i soldi necessari per finanziare la cassa in deroga. Questa, d´altra parte, è sostanzialmente l´unica strategia con la quale il governo ha affrontato gli effetti della grande crisi: estensione degli ammortizzatori sociali anche ai settori sprovvisti e per periodi più lunghi del passato; finanziamento, secondo necessità.
Di certo – e i dati di ieri dell´Istat lo confermano – l´emergenza occupazione proseguirà per tutto il 2011. E il ricorso alla cassa integrazione in deroga è destinato a salire perché le imprese, dopo aver esaurito il periodo previsto per la cassa ordinaria e per la cassa straordinaria, non hanno altra via, in un mercato che non dà segni consistenti di ripresa e a meno che non decidano di ridurre l´occupazione, che quella della cassa in deroga, finanziata non attraverso i contributi delle imprese ma dalla fiscalità generale (statale e regionale). E dunque mentre all´Inps il fondo per la cassa ordinaria e straordinaria resta in attivo, il rischio è che rimanga a secco il Fondo per l´occupazione. Per il quale, l´ultima Legge di stabilità ha previsto un incremento di un miliardo di euro. Risorse in larga parte già impegnate, secondo la Cgil: 45 milioni per gli ammortizzatori sociali per le aziende del commercio; 45 milioni per l´iscrizione nelle liste di mobilità dei licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti; 110 milioni per i contratti di solidarietà; 222 milioni per gli incentivi alle imprese che assumono disoccupati; 45 milioni per le società portuali; 100 milioni per i corsi regionali degli apprendisti. Rimarrebbero 433 milioni ai quali, però, andrebbero sottratti i 400 milioni destinati al trasporto pubblico e "prelevati" dal Fondo. Alla fine per integrare i trattamenti di cassa integrazione in deroga ci sarebbero solo 33 milioni.
Scenario negato da Sacconi perché nel Fondo vi sarebbero le risorse necessarie grazie non solo al nuovo stanziamento ma anche, tra l´altro, ai residui del biennio precedente formatisi sia per effetto del cosiddetto "non tiraggio" (lo scarto tra quanto viene impegnato e quanto effettivamente erogato) sia per effetto delle risorse non assegnate alle Regioni (quasi 700 milioni). Quest´anno, tuttavia, la Cgil si aspetta una valanga di richieste di cassa in deroga, soprattutto da parte dei grandi gruppi che stanno esaurendo il periodo di cig ordinaria o straordinaria. Ci sono anche la Fiat di Pomigliano, l´Ilva di Taranto, la Comau, la Magneti Marelli, la Golden Lady, e la Saint Gobain.
In serata Sacconi, con il sottosegretario Letta e il ministro Brunetta, ha incontrato Cisl e Uil a palazzo Chigi: tema il milleproroghe.