Fabbisogno più pesante in aprile

10/04/2003



            Giovedí 10 Aprile 2003
            ITALIA-POLITICA
            Fabbisogno più pesante in aprile

            Conti pubblici – Nelle prime stime 13 mld contro gli 11 del 2002, dall’inizio dell’anno il deficit sale a 32,6 mld


            ROMA – Nuove tensioni per il fabbisogno di cassa. A quel che risulta dalle prime previsioni, largamente provvisorie, il mese in corso starebbe viaggiando verso un deficit di cassa di circa 13 miliardi di €. Nel confronto con il fabbisogno dello stesso mese 2002 (riveduto a 6,6 miliardi) bisogna tener conto che aprile dello scorso anno trasse vantaggio dal famoso swap da 4 miliardi di €, che lo ridimensionò a scapito dell’avanzo di giugno. Al netto dello swap, aprile 2002 fu in deficit per 10,6 miliardi. Difficile da spiegare la dinamica di spese ed entrate all’origine del fabbisogno. Le prime vanno male, come l’Economia ha ammesso a commento del dato di marzo. Le seconde sono stranamente robuste. In particolare, l’Iva risulta in crescita dell’11% nel primo bimestre del 2003 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, indicando una singolare tenuta dei consumi. Ma le imposte indirette, in generale, sono in calo. Se la previsione di aprile si confermerà esatta, il deficit di cassa dei primi quattro mesi accuserà un peggioramento sul medesimo periodo del 2002, capovolgendo la tendenza di lieve progresso manifestatasi nel confronto tra i primi trimestri. Un aggravio di oltre 5 miliardi: 32,6 contro 27,45. Tutto questo non permette di trarre conclusioni sull’andamento dell’anno. Innanzitutto perché i mesi iniziali sono i più pesanti per i conti di cassa. Poi, perché da maggio avranno effetto i condoni fiscali, ancorché spalmati a seconda delle scadenze previste per le varie regolarizzazioni. Le sanatorie avrebbero operato già dal mese in corso se non ne fosse stata decisa la proroga. A questo si aggiungano i proventi delle cartolarizzazioni. In tutto, incassi da circa 15 miliardi dovrebbero contenere il passivo di cassa e quello di competenza delle Amministrazioni, il famoso indebitamento che vale per il Patto di stabilità. All’Economia sperano però in un incasso superiore soprattutto dal condono, ufficialmente sempre cifrato in 8 miliardi ma che dovrebbe darne di più. Con la Relazione di cassa attesa per i prossimi giorni si conoscerà il nuovo obiettivo del fabbisogno 2003. Per ora tocca riferirsi alla precedente stima, che per l’anno in corso ne indicava uno di 36 miliardi. La previsione per il 2002 era di un deficit di cassa di 32,6 miliardi, mentre è risultato di soli 25,1 miliardi. Finora si è parlato del fabbisogno del settore statale. Se si guarda alla più ampia accezione del fabbisogno delle Amministrazioni, il passivo 2002 risulta essere stato – si legge nell’ultimo bollettino della Banca d’Italia – di 32,9 miliardi al netto di regolazioni e dismissioni, ovvero il 2,6% del Pil. Ma questo risultato è stato ottenuto grazie a misure con effetti di natura temporanea pari a «oltre due punti percentuali del prodotto». Come dire, misure una tantum per più di 25 miliardi. Senza le quali, il deficit di cassa delle Amministrazioni (non l’indebitamento) sarebbe stato di 58 miliardi circa, il 4,6% del Pil. Il fabbisogno di cassa, accumulandosi di anno in anno, si trasforma in debito. Che, stando alla Banca d’Italia, è salito di oltre 21 miliardi a gennaio scorso rispetto al precedente mese di dicembre: 1363,7 miliardi dai 1342,3 del mese prima. Il balzo, che parrebbe preoccupante, si spiega invece con l’analoga variazione del conto disponibilità del Tesoro presso la banca centrale. Dal momento che il debito cui guardano gli accordi europei è quello lordo, per tenerlo a freno il Tesoro ricorre a dicembre al conto di disponibilità evitando di emettere titoli. Anche per questo il debito, a dicembre 2002, è risultato pari al 106,7% del Pil quando si temeva un valore ben più elevato. A gennaio, invece, il conto di disponibilità è stato reintegrato e riportato da 21,3 a 41,9 miliardi mentre il debito rimbalzava di altrettanto. Fenomeno che si riassorbirà in corso di esercizio.
            L.L.G.