“ExVoto” Schede (1.a)

05/05/2006
    venerd� 5 maggio 2006

    Pagina 6- Primo Piano

    ANALISI DEI RISULTATI ELETTORALI

      Torna la frattura del ‘94 tra le regioni
      del centralismo e dell’autonomismo

        Furono le elezioni del 1994, le prime elezioni politiche della seconda Repubblica, a porre sul tappeto la �questione settentrionale�, ossia la frattura fra l’orientamento politico delle regioni del Nord e quello del resto d’Italia. A ben vedere, per�, fin da allora quella frattura non divideva semplicemente il Nord dal resto del Paese, ma contrapponeva il Nord pi� la Sicilia alle regioni centrali e al resto del mezzogiorno (cartina del 1994). Tenuto conto della forte tradizione autonomista della Sicilia, pi� che di frattura fra Nord e Sud sarebbe meglio parlare di frattura fra le regioni anticentraliste e le regioni centraliste. Nel 1994 la distanza fra queste due met� del Paese era di ben 29 punti percentuali. Nei due appuntamenti elettorali successivi quella frattura si � un po’ attenuata, come si vede dalle cartine del 1996 e del 2001, che mostrano una situazione intricata, certamente meno nitida di quella del 1994. Ma nelle ultime elezioni l’insediamento relativo della destra al Nord si � di nuovo rafforzato, e ha anzi cominciato ad erodere i margini della sinistra persino in due regioni rosse, l’Emilia-Romagna e le Marche. La cartina del 2006 finisce cos� per restituirci una mappa quasi identica a quella del 1994. Le uniche differenze riguardano due regioni: il Piemonte, che guardava a destra nel 1994 ed ora � in bilico, e l’Abruzzo, che viceversa era in bilico nel 1994 e ora guarda a sinistra. La distanza fra le due Italie era scesa a 13 punti nel 2001, ma � oggi risalita a quasi 20 punti percentuali. Possiamo chiamarla �questione settentrionale� oppure trovare un altro termine, ma la frattura fra le due Italie che il voto del 1994 ci aveva messo di fronte ricompare oggi in tutta la sua forza. Quella frattura interroga gli studiosi, che non hanno mai saputo darne una lettura pienamente convincente. Ma interroga anche la destra e la sinistra, che con essa dovranno comunque fare i conti.
        Rossana Cima
        e Sinforosa Zambrino

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          POLITICA ED ECONOMIA: RADIOGRAFIA DEL MALESSERE NEL SETTENTRIONE

            Per il Polo il pieno di voti
            In tutto il Nord il risultato elettorale ha spiazzato il centrosinistra, con una rimonta inaspettata per la Casa delle Libert�, dove nelle Regionali del 2005, almeno in Piemonte e in Liguria, era stato eletto un governatore dell’Unione. Cos� al Senato in Piemonte ha vinto la Cdl, sia pure di misura, con il 50,5 per cento e si � aggiudicata il premio di maggioranza con i seggi in pi�. Allo stesso modo in Lombardia, con il 56,9, in Friuli Venezia Giulia – a quota 54,8, annullando la vittoria di Illy – e in Veneto (con il 57,1%). Se in queste regioni il centrosinistra avesse potuto mantenere i risultati delle amministrative, al Senato la maggioranza per Prodi sarebbe molto pi� consistente di quei due seggi che ha oggi: intorno a una decina di parlamentari. [r.i.]

              La paura della crescita zero
              Tra le cause della sconfitta elettorale di Prodi nel Settentrione c’� anche la situazione economica stagnante, con la competitivit� del Nord Est messa in discussione soprattutto dall’export cinese e dai paesi della globalizzazione. Mentre i ritmi di crescita del Pil non sono pi� distanti dalle medie italiani, ma anzi in calo, le aspettative degli imprenditori sono volte al pessimismo. La Cina fa paura a molti: nel 2004 le esportazioni cinesi verso l’Italia sono aumentate del 38,7 per cento rispetto all’anno precedente. E nei primi mesi del 2005 l’incremento � stato ancora pi� forte, con un altro 34,4. Nel 2004 il nostro Paese ha importato beni dalla Cina per 9,23 miliardi di dollari: un dato che fa crescere il timore di una crescita zero. [r.i.]

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              Le quattro fasi
              Le quatto cartine a fianco mostrano l’insediamento relativo (rispetto alla media nazionale) della destra e della sinistra nelle varie regioni dell’Italia, escluse la Puglia (perch� nel ‘94 Forza Italia non era riuscita a presentare sue liste), la Valle d’Aosta e il Trentino (perch� i sistemi politici locali non sono riconducibili a quello nazionale). Il colore nero indica una prevalenza della destra, il bianco della sinistra e il grigio una situazione di sostanziale equilibrio. Le regioni che nella cartina hanno i confini tratteggiati sono quelle che sono state escluse dall’analisi.