Extracomunitari, stabiliti i flussi ’03

25/06/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
149, pag. 31 del 25/6/2003
di Daniele Cirioli



Via libera alla presentazione delle domande per l’occupazione a carattere subordinata e stagionale.

Extracomunitari, stabiliti i flussi ’03

La quota massima stabilita non potrà superare le 19.500 unità

Via libera alla presentazione delle domande d’autorizzazione all’ingresso per lavoro di stranieri. È apparso, infatti, sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2003 il dpcm che fissa la quota massima d’ingressi, per il 2003, in 19.500 unità e, da quella data, i datori di lavoro possono inoltrare le previste richieste per l’occupazione a carattere subordinato anche stagionale. Lo ricorda il ministero del welfare nella circolare n. 25 del 20 giugno scorso.

Il decreto flussi per il 2003.

Il dpcm 6 giugno 2003 contiene la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori stagionali per il corrente anno, e fissa una quota massima di 19.500 extracomunitari da ammettere nel territorio dello stato, ripartita tra ingressi per lavoro subordinato anche a carattere stagionale, e per lavoro autonomo (si veda tabella).Nell’ambito della predetta quota massima, sono ammessi 8.500 lavoratori per esigenze di carattere stagionale, che riguardano cittadini provenienti da Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia, Croazia, Montenegro, Bulgaria e Romania; Tunisia, Albania, Marocco, Nigeria, Moldavia, Sri Lanka ed Egitto; nonché tutti i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale per l’anno 2001 o 2002.

Un’ulteriore quota di 800 ingressi è relativa al lavoro autonomo per ricercatori, imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di società non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati. Nella stessa quota sono ammesse le conversioni del permesso di soggiorno per motivi di studio in permessi di soggiorno per lavoro autonomo, purché riguardanti le medesime tipologie professionali. Un’altra quota di 200 ingressi, sia per motivi di lavoro subordinato, anche stagionale, sia di lavoro autonomo, è destinata ai lavoratori argentini d’origine italiana, che siano inseriti in apposito elenco dettagliato per qualifiche professionali, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane in Argentina (l’elenco è visibile sul sistema informatizzato ´Siles’ del Welfare). Infine, una quota di 10 mila ingressi è riservata al lavoro subordinato non stagionale ripartita in 500 ingressi per extracomunitari residenti all’estero, appartenenti alla categoria di dirigenti o personale altamente qualificato; in 5.900 ingressi per stranieri residenti all’estero di qualunque nazionalità; e, infine, in 3.600 ingressi riservati a cittadini di paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria.

Le istruzioni ministeriali. Per consentire un’immediata attuazione degli ingressi fissati dal decreto, con la circolare n. 25/03 il ministero del welfare dirama le tabelle contenenti la distribuzione tra le regioni e le province autonome della quota per lavoro stagionale e della quota per lavoro subordinato non stagionale.

La ripartizione, precisa la circolare, è avvenuta sulla base dei fabbisogni territoriali. Una particolarità riguarda la regione Campania per la quale l’intera quota è destinata alla provincia di Caserta. Le quote riguardanti i dirigenti o lavoratori altamente qualificati non sono state invece ripartite. A loro volta, spiega ancora la circolare, saranno ora le direzioni regionali a dover ripartire le quote fra le singole province, secondo i fabbisogni, al fine di consentire l’avvio immediato dei lavoratori subordinati extracomunitari tramite il rilascio delle relative autorizzazioni. La circolare n. 25/03, ancora, precisa che ai fini di una esatta rilevazione del raggiungimento della quota locale assegnata per lavoro stagionale, nel caso in cui il lavoratore straniero svolga attività lavorative stagionali in Italia per ulteriori periodi con nuove autorizzazioni collegate alla prima, pur sempre nell’ambito del periodo massimo stagionale di nove mesi, bisognerà considerare una sola volta le diverse autorizzazioni rilasciate allo stesso lavoratore, ai fini del calcolo dell’esaurimento della quota massima sopraindicata. Infine, bisognerà che le direzioni provinciali del lavoro verifichino unicamente che l’istante sia in possesso di un permesso di soggiorno per studio in corso di validità, senza accordare alcuna rilevanza alla data di ingresso nel territorio nazionale.