Extracomunitari in Italia solo se hanno il lavoro

17/09/2001


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INTERNI
Sabato 15 Settembre 2001
Extracomunitari in Italia solo se hanno il lavoro
Daniela Daniele
ROMA L’Italia fa porte più strette per gli immigrati. Nessuna sanatoria; permesso di soggiorno soltanto se c’è lavoro; espulsione reale dei clandestini; carcere per quelli che si ostinano a tornare; limitazioni ai ricongiungimenti familiari. Il vicepremier Gianfranco Fini è ottimista sulle reazioni dell’opposizione al testo del ddl licenziato dal Consiglio dei ministri: «E’ un provvedimento di rigore e solidarietà, sul quale sarà difficile imbastire una polemica». Ma c’è già chi accusa il governo di voler scatenare una vera e propria «caccia alle streghe», sull’onda emotiva della pubblica opinione, dopo i tragici fatti di New York. Piena intesa di tutte le forze della coalizione, hanno ribadito Fini (riferendo la soddisfazione del presidente del Consiglio Berlusconi), il ministro per le Riforme, Umberto Bossi («Ora questo è un Paese serio») e quello per l’Attuazione del programma di governo, Giuseppe Pisanu («Abbiamo un muro più alto contro i clandestini»), alla conferenza stampa di presentazione. Il provvedimento passa ora alla Conferenza Stato-Regioni. Ecco i punti principali.
PERMESSO DI SOGGIORNO La sua durata dipende da quella del contratto di lavoro e varia nel caso di tratti di tempo determinato o indeterminato.
ESPULSIONE Il clandestino scoperto, è identificato, accompagnato alla frontiera e messo fuori. La sua permanenza ai centri di accoglienza, se l’identità sia di difficile accertamento, potrà arrivare fino a due mesi. Se tenterà di rientrare, rischierà da sei mesi a un anno di carcere. Se proverà a tornare ancora una volta, dovrà affrontare il rischio di una pena che varia da uno a quattro anni di prigione.
ASSUNZIONI Prima di procedere all’assunzione di lavoratori stranieri, un ufficio competente accerterà che non vi sia disponibilità di lavoratori italiani. «Può sembrare un punto fortemente polemico – mette le mani avanti Fini -, ma è espressamente indicato nella direttiva europea».
RICONGIUNGIMENTI Estesi soltanto al coniuge, ai figli minori e ai genitori.

COLF Stralciata la norma che conteneva la sanatoria per le colf, perché sulla questione non è stato raggiunto un accordo. Il tema verrà portato in Parlamento
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FLUSSI MIGRATORI Saranno determinati con quote stabilite da uno o più decreti annuali, sulla base della disponibilità ad assumere da parte del mondo produttivo.
SPORTIVI Ci sarà un tetto per l’ingresso in Italia degli sportivi extracomunitari, da ripartire tra le varie discipline. La cifra complessiva sarà poi suddivisa tra le varie federazioni sportive.
SPORTELLO PER L’IMMIGRAZIONE Sarà istituito presso le Prefetture per facilitare le pratiche di assunzione dei lavoratori extracomunitari.
SPONSOR Viene superato l’istituto dello sponsor, contempleato nelle legge Turco-Napolitano, e sono previsti corsi di formazione professionale nei Paesi d’origine. E se a questo punto al vicepremier Fini sembra sia «difficile imbastire una polemica», un coro di voci si leva dall’opposizione a dimostrare il contrario. Norme «schizofreniche, disumane e controproducenti», secondo il deputato di Prc, Giuliano Pisapia che giudica il ddl qualcosa che «non solo contrasta con i concetti di solidarietà e di accoglienza di una società moderna, civile e democratica, ma inciderà negativamente sulla nostra economia e renderà più difficile il pieno inserimento delle migliaia di migranti che vengono nel nostro Paese per lavorare, fuggendo dalla fame, dalla miseria, dalla guerra». Verdi e Rifondazione Comunista promettono battaglia. Per la verde Luana Zanella si trattano gli immigrati «come merce e non come persone, incoraggiando la xenofobia. La mancata sanatoria per le colf, inoltre, non fa che aiutare il mercato dell’immigrazione clandestina». Immancabile, il commento di Bossi: «La gente non vuole l’immigrazione. E’ la classe politica, sono gli imprenditori che l’hanno voluta». Coldiretti, intanto, fa sapere che un lavoratore agricolo su dieci è immigrato. Mancano i dati delle colf straniere che lavorano nelle famiglie italiane e degli extracomunitari impegnati nell’assistenza ai nostri vecchi.

 

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