Ex Lsu Pollino: «Il presidente Fino deve lasciare»

29/03/2005

    domenica 27 marzo 2005

    Basilicata

    Pollino : I 142 lavoratori ex Lsu chiedono la sua immediata rimozione
    «Il presidente Fino deve lasciare»
    La richiesta al termine di una riunione con i sindacati tenuta a Episcopia

    Episcopia – «Basta con questo Presidente». I 142 lavoratori lucani ex Lsu del Pollino sono arrabbiati e chiedono l’immediata rimozione del Presidente dell’Ente Parco Francesco Fino. La richiesta già nell’aria da qualche giorno è diventata ufficiale al termine della riunione tenutasi ad Episcopia per iniziativa di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per fare il punto della situazione e decidere quali iniziative adottare dopo l’incontro di Roma di martedì scorso. Nel confermare lo stato di agitazione già dichiarato non escludendo incisive azioni di lotta sul territorio del Parco, e rivendicare il rispetto della convenzione siglata nel 2001, lavoratori e sindacati hanno deciso di organizzare anche un’iniziativa pubblica entro aprile.

    La rabbia dei lavoratori lucani scaturisce proprio dall’esito della riunione romana che non è stato quello auspicato. «A differenza dei colleghi calabresi, per i lavoratori lucani non si intravede ancora alcun tipo di spiraglio sulle loro prospettive occupazionali – sostiene Matteo Mosca della Filcams Cgil – mentre il Presidente del Parco cerca di defilarsi su precise responsabilità scaricando la titolarità del progetto sulle Regioni».

    Tra Regione Calabria, Ministero delle Politiche Agricole e Ministero del Lavoro è intervenuta, secondo quanto riferiscono i sindacati, una convenzione per non interrompere le attività lavorative del progetto Pollino. In tale convenzione annunciata nell’incontro del 22 marzo si concerta, sempre a sentire i sindacati, un intervento sui tre parchi calabresi individuando risorse da attingere nel Por calabro e dal cofinanziamento dei due Ministeri, mentre per le attività da svolgere, Italia Lavoro predisporrà un piano d’impresa da calibrare sul territorio calabro e in tempi brevi sarà assegnata la gestione ad una società in house attualmente in fase di costituzione. Naturalmente ciò risolverebbe il problema degli ex socialmente utili che operano sul fronte calabrese ma non di quelli impegnati sul versante lucano. E’ stato chiesto di realizzare una società in house anche alla Basilicata. Ma così facendo, dicono i sindacati, la titolarità del progetto si sposterebbe dal Parco alle Regioni. Per tale ragione Cgil, Cisl e Uil di Basilicata non hanno gradito le indicazioni emerse nella capitale «che non fanno altro che generare maggiore confusione sul futuro occupazionale dei lavoratori del Parco del Pollino – sostiene ancora Matteo Mosca – oltre che dividere il progetto iniziale che era unitario e aveva come coordinatore il presidente del Parco».

    Per i sindacati quindi «deve rimanere il Parco l’attore principale del progetto e sulle attività da implementare a quelle attuali, con il successivo coinvolgimento delle Regioni. Se il presidente del Parco non è in grado di svolgere la sua missione è bene che venga rimosso».

    Pino Perciante