«Evitiamo una rottura irreversibile fra i sindacati»

11/07/2002



retroscena
Fabio Martini
(Del 11/7/2002 Sezione: Interni Pag. 4)
IL SEGRETARIO DS MOSTRA OTTIMISMO
«Evitiamo una rottura irreversibile fra i sindacati»

ROMA ALLA fine, dopo due ore e mezzo di confronto duro a porte chiuse in casa Cgil, ai microfoni si espone soltanto il segretario ds Piero Fassino, che ci tiene a lanciare due messaggi: «E´ stato un confronto vero, di grande interesse, ma molto positivo», che ha consentito di «registrare molti punti di convergenza». E poi il secondo messaggio: «La nostra preoccupazione è che le diversità di opinioni tra Cgil, Cisl e Uil non si traducano in una lacerazione irreversibile». Dopo il lungo incontro tra le delegazioni dei Ds e della Cgil, Sergio Cofferati ha invece deciso di non parlare, anche se in un primo momento aveva immaginato di far conoscere la sua opinione subito dopo la conclusione degli otto incontri con i segretari dei partiti di opposizione. Ma Cofferati ci ha ripensato. Preferisce calibrare bene le parole, probabilmente vuole i riflettori tutti per sé e dunque il leader della Cgil ha convocato per stamattina una conferenza stampa in Corso Italia e in questa occasione farà conoscere il suo giudizio dopo una carrellata di incontri durata 48 ore. Ma quali siano le idee di Cofferati e quali siano le sue perduranti divergenze con quasi tutti i notabili dell´opposizione, il leader della Cgil lo ha già spiegato negli incontri a porte chiuse. In particolare c´è un aspetto che continua ad irritare Cofferati, tanto è vero che è stato oggetto degli scambi polemici più secchi, anche ieri con Fassino e con D´Alema: «Voi – ha spiegato ieri Cofferati ai Ds – continuate a sottovalutare la profondità della lacerazione con Cisl e Uil», «è sbagliato dire che l´accordo separato non è un dramma». Certo che sarebbe bene ricomporre la divisione in tempi brevi, ma per Cofferati «non sarà facile avere una prospettiva unitaria a breve, servirà più tempo, serviranno tempi medio-lunghi». Piero Fassino, sia durante l´incontro, sia nelle dichiarazioni successive, ha preferito invece augurarsi che «sia pure con gradualità si riprenda il cammino dell´unità sindacale». Nel lungo, duro confronto tra le due delegazioni, sono stati chiariti due equivoci che perduravano in merito al referendum ipotizzato dalla Cgil per l´abrogazione del «nuovo» articolo 18. Cofferati ed Epifani ci hanno tenuto a spiegare che la Cgil non chiede un aiuto ai partiti per la raccolta delle firme e d´altra parte Fassino ha voluto spiegare che, conti alla mano, il referendum si profila di difficile realizzazione in tempi medio-brevi: «Si potrà fare non prima del 2004, forse nel 2005. Adesso ci concentreremo nella battaglia parlamentare». Anche ieri, come nei giorni precedenti, la procedura ha avuto una grande importanza. Venerdì scorso Cofferati aveva chiesto ai leader dell´opposizione un incontro collegiale, ma Rutelli e Fassino avevano preferito una sfilza di bilaterali che depotenziassero un summit nel quale il leader della Cgil fosse seduto a capotavola. E anche ieri è stata giornata di schermaglie procedurali: non soltanto Cofferati ha rinviato la sua conferenza stampa, ma per quanto riguarda i Ds, a caldo ha parlato soltanto il segretario, mentre Massimo D´Alema ha lasciato cadere tutte le domande: «Parla solo Fassino, chiedete a lui». E Giovanni Berlinguer: «Oggi, dichiarazioni ne fa soltanto il segretario». Certo, più tardi, si sono sentite diverse voci ds, ma il presidente del partito e il capo dell´opposizione interna hanno retto l´accordo.
Ieri intanto Francesco Rutelli si è visto con il segretario della Cisl Savino Pezzotta e alla fine dell´incontro i due si sono trovati d´accordo nel sottolineare lo stesso aspetto: «L´autonomia è un pilastro fondamentale della democrazia – ha detto Rutelli -. Guai ad un Paese nel quale politica e sindacato siano uno la cinghia di trasmissione dell´altro e in cui ci sia collateralismo». Pezzotta ha molto apprezzato: «Con Rutelli ci siamo riconosciuti nella reciproca autonomia ed è molto importante che da parte di una forza politica si riconosca al sindacato l´autonomia di azione e la sua libertà di iniziativa». Ma Pezzotta, continuamente attaccato dalla Cgil, non risparmia Sergio Cofferati: «In passato non c´è stato nessun segretario confederale che abbia chiamato a raccolta i leader dell´opposizione per tessere una linea contro il governo. Noi non condividiamo assolutamente queste consultazioni, anzi pensiamo che stia accadendo una cosa grave».