“Evasione 2″ Venturi: «Anche per noi c’è la crisi»

17/05/2006
    mercoled� 17 maggio 2006

    Pagina 36 – Economia

    I COMMERCIANTI

      Venturi, presidente di Confesercenti: non siamo evasori, bisogna tenere conto delle situazioni marginali

        �Anche per noi c�� la crisi in molti viviamo alla giornata�

          Nel Sud molti piccoli sull�orlo del collasso

            LUISA GRION

            ROMA – Non ci stanno a passare per evasori: i numeri forniti dal Ministero non fanno una piega – ammettono – ma vanno interpretati e corretti. Marco Venturi, presidente della Confesercenti, non discute i dati sulle dichiarazione dei redditi 2002 – dalla quale risulterebbe che i veri �poveri� del paese sono i lavoratori autonomi – ma ci tiene a �distinguere�.

            Presidente, i dati fiscali dicono che il 43% dei lavoratori autonomi vive con un reddito che non supera i 10 mila euro. Nell�indagine della Banca d�Italia, basata su indicazioni fornite in forma anonima, sotto i 10 mila euro c�� solo il 3,7% delle famiglie. Pur nella diversit� dei dati (contribuenti singoli i primi, famiglie i secondi), lo scarto � abissale e difficilmente spiegabile se non con l�evasione.

              �Fare quel paragone non � corretto: nelle dichiarazioni Irpef si tiene conto dei redditi personali, in quelli della Banca d�Italia l�analisi � riferita all�intero reddito familiare. Se restiamo nell�ambito familiare, dove la stragrande maggioranza delle piccole imprese si colloca, si vede che mentre il reddito degli autonomi si muove attorno ai 40 mila euro a nucleo, quella dei dipendenti si ferma ai 30 mila. La verit�, direi, � quella�.

              Ma restando invece nell�ambito delle dichiarazioni dei redditi, non le sembra strano che il 21,7% degli imprenditori si fermi ad un reddito che non va oltre i 5 mila euro?

                �Bisogna tenere conto delle tante situazioni marginali che influiscono sul settore. Parlo del commercio, l�ambiente che conosco meglio: ci sono migliaia di ambulanti che realizzano redditi di quella portata. Migliaia di persone che, non riuscendo a trovare un posto fisso, campano alla giornata. Ci sono innumerevoli aziendine, soprattutto al Sud, perennemente sull�orlo del fallimento. Non per nulla ogni anno chiudono 50 mila esercizi commerciali�.

                Se le cose stanno cos�, da dove arriva allora l�evasione fiscale? I lavoratori dipendenti, per definizione, non possono tacere sui redditi. Chi � allora che bara?

                  �Non tocca a me stabilirlo. Io so solo che da quando � stato introdotto il metodo degli studi di settore, dalla categoria � arrivato un maggior gettito di 7 miliardi di euro. Ora l�aggiornamento di quegli studi porter� ulteriori entrate allo Stato. E magari, quando facciamo i conti, dobbiamo considerare anche lo stratosferico aumento della tassazione locale e i 30 miliardi di euro versati in questi ultimi anni in condoni e concordati�.

                  Soldi che avrebbero dovuto essere stati versati prima.

                    �Soldi che spesso si preferisce versare per salvarsi dall�incubo dei controlli fiscali�.

                    L�ex ministro Castelli ha visto nella pubblicazione dei dati Irpef una manovra del centro-sinistra, pronto ad aumentare le tasse.

                      �E� meglio aspettare che il governo s�insedi prima di criticarne le future politiche fiscali. Non mancheremo di farlo, se sar� il caso�.